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Uomo vitruviano, sì al prestito. Il capolavoro di Leonardo volerà al Louvre

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L'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci (Ansa)
L’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci (Ansa)

Venezia, 16 ottobre 2019 –  Via libera al prestito dell’Uomo Vitruviano. Il Tar del Veneto ha respinto il ricorso di Italia Nostra (onlus per la tutela dei beni culturali e naturali), che si era opposta al trasferimento dell’opera di Leonardo al Louvre in occasione di una grande mostra dedicata all’artista.

Il ricorso “non presenta sufficienti elementi di fondatezza”, si legge nell’ordinanza del tribunale amministrativo.  Il “carattere identitario” dell’Uomo Vitruviano “non è assoluto e non esclude tassativamente l’opera dal prestito”. Peraltro “in passato sono state oggetto di prestito all’estero altre opere” delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, tra cui La Tempesta di Giorgione, Visioni dell’aldilà di Bosch e lo studio di Michelangelo sulla Caduta di Fetonte.

Otto giorni fa il Tar del Veneto aveva fermato in tutta fretta la partenza dell’Uomo Vitruviano per la Francia per valutare il ricorso di Italia Nostra. Oggi la decisione che dà il via libera al trasferimento e peraltro solleva il Ministero dei Beni culturali dall’accusa di aver oltrepassato il proprio ruolo, che doveva limitarsi a un’attività di puro “indirizzo” e non di “gestione”. “L’accordo firmato a Parigi è stato esclusivamente il riconoscimento da parte dei Ministri di decisioni e atti tutti presi, per parte italiana, dai competenti uffici tecnici del Mibact – si erano difesi dal Collegio Romano -. Il prestito di ogni opera italiana risultava già autorizzato”.

Oggi i giudici amministrativi hanno riconosciuto per l’appunto che il Mibact “ha agito in un momento in cui le attività istruttorie, concernenti l’individuazione dell’opera oggetto del prestito da parte degli organi competenti, si erano già concluse”. E che dunque, semplificando, non c’è stata invasione di campo. Legittimo dunque, per il Tar, è stato il ‘Memorandum’ siglato dall’Italia con la Francia che prevede uno scambio con opere di Raffaello Sanzio. “E’ un atto tipico del diritto internazionale”, si legge nell’ordinanza.

Per concludere, “l’Amministrazione ha consentito il prestito sottolineando, a supporto della scelta, l’eccezionale rilevanza mondiale dell’esposizione, l’aspirazione del Paese a valorizzare al massimo le potenzialità del suo patrimonio, il valore di collaborazione e scambio tra Stati espresso nel Memorandum, oltre che il ritorno di immagine e di riconoscibilità, anche identitaria, delle Gallerie dell’Accademia di Venezia quale depositario di opere di Leonardo, l’implementazione dei rapporti culturali e museali tra le Gallerie dell’Accademia di Venezia ed il Musée du Louvre, nonché il vantaggio conseguito in forza del prestito per lo scambio con opere di Raffaello Sanzio destinate a una mostra presso le Scuderie del Quirinale, difficilmente fruibili nel territorio nazionale”.

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