TOM FORD A LOS ANGELES NEL RICORDO DI GUCCI?

Il punto di partenza della collezione di Tom Ford è la fotografia storica di Bob Richardson del 1966 che immortala il barone Alexis De Waldner con Donna Mitchel. Un’immagine introspettiva che incarna alla perfezione l’attitude della stagione Autunno Inverno 2020 del designer americano. Un uomo e una donna che scandicono il tempo e riportano con sè l’alloure di LA la città in cui si è tenuto il fashion show. Ritornano i codici estetici e stilistici del brand che vengono filtrati con il background anni ’70 di Tom Ford: “Oggi trovo che il mio lavoro sia più sensuale che sessuale, il che è una reazione al clima del nostro tempo e forse anche una reazione alla mia età.” ha sottolineato il designer americano “Mi piace rendere sia gli uomini che le donne la versione più bella di loro stessi. Mi è stato spesso chiesto perché disegno sempre abiti che rendono le persone “sexy”, la verità è che in realtà non parto da questo come obiettivo quando disegno, ma trovo che il corpo umano sia bello e, naturalmente e senza pensare, tendo a tagliare gli abiti che ne accentuano e ne valorizzano la forma e quindi i miei abiti sono per natura sensuali. E a volte anche sessuali. Almeno spero che lo siano.” 
Questa volta i capi della collezione sono stati trattati con un approccio più casual, spesso abbinati a felpe o t-shirt. I pantaloni sono più larghi e scivolati, i tacchi e zeppe sono più spessi e scolpiti. Tutto viene misurato come in un gioco di volumi: le giacche si riducono e risultano essere meno oversize rispetto ai cappotti, Il denim è decostruto e indossato a pezzi ricomposti, i look militari rimontati in kaki e loden e il Principe di Galles, impiegato per giacche, gonne e pantaloni sartoriali. Un look che mantiene nel tempo il giusto livello di attitude. Una nuova idea di lusso più rilassato e sensuale che viene indossato senza troppo impegno.

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