Per il premio guidato da Piera Detassis una rivoluzione all’insegna del motto: “Il cinema vota il cinema”. Arriva anche il David dello Spettatore

Per il suo 64esimo compleanno – pardon – per la sua 64esima edizione, il David di Donatello, come accade spesso a uomini di quell’età negli ultimi tempi, ha deciso di ringiovanirsi in qualche modo, di farsi un nuovo look, di diventare più rock, come già preannunciato dal video/trailer mostrato questa mattina alla stampa con sottofondo musicale la celebre canzone “We will rock you” dei Queen.

Il merito va tutto a Piera Detassis, nuovo presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano e dei Premi dallo scorso anno. “L’edizione 2018 – spiega all’HuffPost – è il risultato del mio primo anno di mandato e può essere perfezionato. La speranza è quella di aver aperto la strada a un rinnovamento vero e concreto capace di riconoscere forza e centralità al cinema e a tutte le professionalità dell’audiovisivo”.

“Sono arrivata in un momento di difficoltà per il cinema italiano – precisa la Detassis – ma anche di grande vivacità e cambiamento. Il Consiglio Direttivo ha condiviso, ma le colpe sono tutte mie”, aggiunge, minacciando scherzosamente che diventerà “sempre di più Gian Luigi Rondi (storico presidente dei David; Giuliano Montaldo è invece il Presidente Onorario della Fondazione, ndr) nei prossimi anni. È stato l’anima dei David, ma mi ha lasciato troppi nomi tra i giurati, l’affetto rimarrà per sempre ed è fortissimo”.

“Il cinema vota il cinema”, ricorda più volte con un tono di voce un po’ agitato (“perché la responsabilità è grande”). “I David non saranno più soltanto la serata della premiazione (prevista il 27 marzo del 2019 su Rai Uno, ndr), ma saranno un volano per il cinema italiano e la formazione. Sono un giacimento di eccellenza e professionalità da sfruttare il più possibile”. Partendo da questa nuova idea di votazione, la Detassis e il suo gruppo di lavoro hanno deciso di riformare la giuria.

“Quella precedente – ci dice – è stata azzerata, sono stati reintegrati i candidati vincitori delle passate edizioni ed è stata costituita una giura ex novo, Cultura e Società, formata da esponenti di chiara fama o di riconosciuta competenza nel campo della cultura del cinema e dell’audiovisivo in tutti i suoi ambiti e da personalità di rilievo della società culturale italiana”. I nuovi David hanno cercato poi di fare il possibile per ristabilire quello che definisce “un equilibrio di genere” proprio tra i giurati, ma c’è ancora molto da fare in tal senso. Per quella “Candidati e Vincitori” sono 851 uomini e le donne sono 313; per quella “Cultura e Società” sono 246 gli uomini e 137 le donne”. “Si tratta di un piccolo passo avanti, ma lo abbiamo fatto”. La giuria formata dai primi (Candidati e Vincitori) esprimerà l’80% circa dei voti, mentre i secondi il 20% circa.

Novità anche per i giovani.

Tremila studenti degli ultimi due anni delle scuole secondarie di secondo grado assegneranno il “David Giovani”. Per la prima volta, i film in concorso verranno visionati non solo nelle sale, ma anche tramite una piattaforma dedicata alle scuole partecipanti. “La selezione è stabilita da Agiscuola con la presidente Luciana Della Fornace in sinergia con la Presidenza e Consiglio Direttivo dell’Accademia del Cinema Italiano, la votazione avverrà per via telematica”.

Altre novità riguardano l’introduzione del “David dello Spettatore”‘ “un riconoscimento all’Industria e a quel cinema che contribuisce a rendere più forte la filiera cinema”, aggiunge Detassis. Per l’edizione 2019 poi, una commissione formata da sette esperti, in carica per due anni, avrà il compito di preselezionare i quindici documentari da sottoporre al voto della giuria per poi arrivare alla cinquina”. I nuovi cambiamenti piacciono già a molti addetti ai lavori e già ci sono stati dei ritorni, spiega il presidente, ad esempio Ficarra e Picone che, candidati per il loro film, “Nati Stanchi”, rifiutarono di parteciparvi proprio perché considerano vetusto il vecchio regolamento.

I David “vivono e agiscono in sintonia con i grandi cambiamenti che ci sono avuti nel sistema produttivo e distributivo”, continua. “È stato modificato l’articolo 2 del regolamento”. Pertanto, concorreranno ai premi per il 2019 “tutti i film di finzione italiani e stranieri uscito in Itali dal 1 gennaio 2018 al 31 dicembre del 2018 nelle sale cinematografiche di almeno cinque città con una tenuta minima di sette giorni”. (Per Netflix, dunque, saranno candidabile “Sulla mia pelle” sul caso Cucchi e “Roma” di Cuarón, vincitore del Leone d’Oro all’ultimo Festival del Cinema di Venezia). “Dal 2020, dopo la pubblicazione del nuovo decreto, la tenitura minima potrebbe essere ridotta a tre giorni in caso di film programmati dalle sale cinematografiche con carattere di evento, in giorni diversi dal venerdì al sabato, domenica e giorni festivi”.

“Il cinema vota il cinema”, ripete in chiusura ancora la Detassis, “ma guarda il futuro”. Grande attesa, dunque, per la prossima edizione lasciando, ce lo auguriamo, lontane le spesso futili polemiche, prediligendo il cinema, quello di qualità, e la sua arte.

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