Stefano De Martino
Stefano De Martino

Milano, 16 settembre 2019 –  Sasera tutto è possibile, anche che Stefano De Martino conduca (da oggi) il programma che porta le impronte digitali di Amadeus.

Lei riceve un programma che è stato condotto dal prossimo presentatore del festival di Sanremo. Un’eredità impegnativa...
“Direi che si tratta soprattutto di un programma che prima aveva un conduttore, ora non so… Preferisco non attribuirmi etichette. Ma sono un appassionato di televisione da sempre. Ho sicuramente un predecessore importantissimo, mi differenzierò il più possibile per non cadere nel confronto”.

Come appassionato di tv, quali sono stati i programmi che l’hanno per così dire forgiata?

“Sono fan del varietà di una volta. Sono televisivamente cresciuto con Arbore. Spesso mi riguardo trasmissioni realizzate prima che nascessi, per esempio Canzonissima. Quella è la tv che amo e che spero ritorni. Con l’avvento dei reality si è un po’ persa. Spero che i miei coetanei si dedichino alla tv quanto al web”.

Sulla sua carta d’identità cosa c’è scritto?
“Adesso libero professionista. Su quella precedente ‘ballerino’. E sulla primissima addirittura ‘tersicoreo’, una cosa che per l’80% di quelli che guardavano il mio documento poteva essere qualsiasi cosa tranne il ballerino”.

Per diventare danzatore a un livello importante sono necessari non solo talento ma anche un grande impegno. Dopo tutta quella fatica non le dispiace lasciare la carriera?
“Se un cantante non incide un album non smette di essere cantante. Il ballo farà sempre parte di me. Io vado ad aggiungere, mai a sottrarre”.

Mi racconta l’ambiente in cui è cresciuto?
“Sono nato e cresciuto a Torre Annunziata in una famiglia di commercianti. Mio nonno aveva un bar in cui lavorava tutta la mia famiglia. Mio padre era il barman che si è innamorato della figlia del proprietario, e da questo amore sono nato io. Io sono cresciuto più al bar che a casa”.

Quando è stato fulminato dal dio della danza?
“Mio padre era un ex ballerino classico. Quindi ho sempre respirato quest’aria ma non mi ero mai appassionato. A dieci anni, accompagnando mia sorella alla scuola di danza, sono entrato nell’ambiente e non ne sono più uscito. L’insegnante mi vedeva che aspettavo mia sorella e un giorno mi ha detto: piuttosto che aspettare qui sulla sedia perché non provi?”.

Con Belen vi siete lasciati quattro anni fa e ora state di nuovo insieme. Gli amori possono interrompersi ma quelli veri non finiscono mai?
“Purtroppo non c’è una regola che valga per tutti. Non c’è una massima che riassuma quello che è successo a noi due. Esistono anche amori irrisolti che non tornano indietro. Può succedere ma anche no, bisogna essere fortunati”.

Lei se l’aspettava che succedesse?
“Diciamo che ho sempre saputo dentro di me che sarebbe andata così. Ma i percorsi della vita non sono sempre scontati”.

Lei e Belen avete condotto insieme il Festival di Castrocaro, che non è stato esattamente un successo…
“La conduzione si becca la responsabilità finale, tutti i meriti e tutte le colpe. Ovviamente i contenuti, la programmazione, e tante altre cose, non dipendono dai conduttori. Sicuramente non è stato un trionfo di ascolti, però per noi è stato un buon test per metterci alla prova come coppia televisiva”.

Vi rivedremo al Dopofestival?
“Credo di no. Spero, quando dovesse accadere di fare qualcosa a Sanremo, di saperlo entro l’inizio di agosto. Mi dovrei preparare psicologicamente almeno sei mesi prima. Non ne so niente, e mi auguro che non accada stavolta. A me piacerebbe fare Sanremo, e farlo bene. Credo ci voglia ancora qualche anno”.

QN