Per la S/S 2020 la Global Creative Make up & Color Designer del brand ha scelto il deserto della Namibia. «Mi piace mettermi nella situazione di non sapere cosa andrò a trovare. Avevo letto un articolo su una donna che aveva attraversato a piedi il deserto del Marocco. Pensavo di trovare una palette sui toni del terracotta. Invece la cosa che mi ha colpito sorvolando in aereo il paesaggio è stato un senso di monocolore, l’estremo romanticismo dei luoghi, l’idea di solitudine. Non volevo stravolgere queste impressioni fissandole in immagini alla National Geographic, mi piaceva l’idea di tradurle in una serie di Polaroid, che avrebbero potuto essere state dimenticate in un cassetto». Impressioni filtrate dal sogno, da una memoria poetica in cui dune, dipinti rupestri e paesaggi si confondono in un colore dominante, un mix di quarzi, marroni freddi, sottotoni malva. «Tutte le texture sono sovrapponibili, tutti i colori sono toned down, tutto è costruito sul contrasto tra luminoso e mat. È un trucco facile da applicare, da sfumare, a prova di errore». A partire da Golden Light, il terzo Baume Essentiel, dopo i precedenti trasparente e argento: Lucia Pica lo applica con il pennello per un effetto naturale. Un velo di polvere iridata Éclat du Désert su tutto il viso, il riflesso metallico di Ombre Pre- mière Laque (cinque in tutto, con tonalità outstanding come Quartz Rose, un pesca a riflessi malva, e Vastness, tra il marrone e il viola) a enfatizzare lo sguardo, a meno di non preferire l’effetto blur di Les 4 Ombres Warm Memories. E poi le labbra, accese dal caldo rosa antico di Rouge Allure Velvet Extrême Endless, e lo chic contemporaneo di smalti “freddi”, come Le Vernis Daydream e Mirage. «In questa collezione anche il beige ha un sottotono mauve, per mantenerlo edgy. Perché il lascito di Mademoiselle Chanel non è un look, ma la sua mentalità convinta e ribelle».

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