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Gli archeologi egiziani hanno scoperto un nuovo complesso archeologico con bare di legno dipinte con colori vivaci vicino a Luxor, nel sito dove sorgeva l’antica città di Tebe, a 500 km dal Cairo. Le tombe sono state ritrovate nella necropoli di Asasif, accanto al Tempio del faraone Hatshepsut.

Nel sito archeologico sono state ritrovate almeno 20 bare ben conservate, così come le hanno lasciate gli egizi. “Le bare potrebbero risalire al terzo periodo intermedio che iniziò con la morte del faraone Ramesse XI nel 1070 a.C. e potrebbero essere appartenute ai sommi sacerdoti” hanno dichiarato alcuni esperti al DailyMail.

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Il dottor Roland Enmarch, professore di egittologia presso l’Università di Liverpool, ha rivelato al quotidiano inglese che le bare erano più comuni durante il terzo periodo intermedio, perché molti egiziani avevano rinunciato alle tombe di sepoltura più tradizionali. “In passato sono state trovate bare simili nell’area e nella data intorno al terzo periodo intermedio, che è compreso tra il 1070 a.C. e il 650 a.C. Possiamo datare le bare grazie al tipo di decorazione presente su di esse” ha raccontato il professore. All’epoca inoltre erano i sacerdoti a governare la parte meridionale dell’Egitto e secondo il professore i resti presenti nelle tombe apparterrebbero infatti probabilmente a sacerdoti o preti minori e alle loro mogli. La città di Tebe era una delle aree più importanti dell’antico Egitto e in precedenza era stata la dimora della famiglia reale e dell’alta società. Nel 2035 a.C. Tebe divenne anche la capitale dell’Egitto.

Le immagini rilasciate dal governo egiziano mostrano le bare ben conservate e il dottor Enmarch ha raccontato che questo è in parte dovuto al clima favorevole dell’Egitto. “Se qualcosa rimane asciutto e le sostanze chimiche non si deteriorano, può rimanere così per migliaia di anni. A volte poi si utilizzava la cera come vernice, ecco perché alcune bare brillano. Ne hanno passate tante, ma sono ben conservate”.

Le bare ritrovate sono considerate una delle scoperte “più grandi e più importanti” degli ultimi anni. Il curatore del Museo Nazionale d’Egitto, Mohamed Mokhtar ha dichiarato al DailyMail: ”È una scoperta straordinaria. Penso che sarà la più importante del 2019 in Egitto”.

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