Dopo oltre 50 anni di carriera, il caschetto biondo più famoso della tv sarà al servizio del Natale

La Carrà torna infatti a cantare, anche se, come racconta lei, non ne aveva “nessuna intenzione”, e lo fa con un disco studiato apposta per le feste, Ogni volta che è Natale. A convincerla è stata la Sony: “Mi dicevano: ‘Ma come? Tutti hanno il loro album di Natale e tu no?'”. La Raffa nazionale, però, ha posto una condizione: avere un inedito. Desiderio esaudito, e nel video del singolo, ancora una volta, ha chiesto che, nelle varie immagini di famiglia presenti, ce ne fosse una omosessuale: “È nel tempo, sta nelle cose”, commenta con semplicità. E poi la cantante-presentatrice ha messo un pizzico della sua personalità trasformando Happy XMas in un valzer, White Christmas in uno swing, Halleluja in versione lirica supportata da due soprano (“non potevo cantarla io da sola, mica ho dimenticato che sono quella del Tuca Tuca“). Unica “spina nel cuore” è una versione, alla fine cassata, di Feliz Navidad in salsa reggaeton. Se questi erano i desiderata per il lavoro, sotto l’albero la Carrà sa bene cosa vorrebbe trovare: “Mi piacerebbe si buttasse nel cestino il verbo litigare. Non se ne può più, la lite spesso sfocia nella violenza e a pagare, nella maggior parte dei casi, siamo noi donne”. E, all’indomani della giornata contro la violenza sulle donne, la showgirl dà due consigli: contare fino a 100 e “rifiutare sempre l’ultimo appuntamento, che è il più pericoloso”.

Raffaella, dopo oltre 50 anni di carriera, sa di essere stata una delle protagoniste della rivoluzione al femminile, forse inconsciamente: “Io non vivo di sovrastrutture, ma dentro me è insita la parola ‘libertà’, per cui ho spesso pagato. Mi sono sempre presentata per ciò che ero, e se ho spinto qualcuna ad avere il coraggio di essere libera, allora ne sono felice. Sono stata fortunata, ho sempre trovato uomini disposti a credere in me e con cui ho avuto un rapporto paritario. E quella fortuna me la sono giocata alla grande”. Con un unico trucco: l’ironia. “C’è sempre una con le gambe più belle di te – ride – l’importante è non tirarsela e non crederci mai troppo fino in fondo”.

In Spagna il suo ruolo ‘sociale’ lo hanno capito, forse più che in Italia. Infatti nel Paese d’adozione ha già avuto due onorificenze: la prima da re Juan Carlos (“sulle scale del palazzo incontrai Andreotti che mi chiese cosa ci facevo lì. Gli dissi: ‘Stia tranquillo, non le rubo il Governo'”), la seconda, a giugno, all’ambasciata a Roma al merito civile. In Italia, invece, ancora niente: “Ma per me il premio più importante è che la gente mi voglia bene anche se non mi vede in tv. Se non si sono accorti che dopo 50 anni di tv merito, per me è uguale”.