Nell’anno del #metoo e mentre sale l’allarme per la violenza sulle donne, Pirelli con The Cal 2019 prosegue nel suo percorso, allontanando sempre di più l’immagine della donna pin up e valorizzando l’impegno, le sfide e i successi femminili.

Gigi Hadid affiancata da Alexander Wang – ANSA

Nella 46/a edizione del Calendario, scattato da Albert Watson ad aprile tra Miami e New York, 40 fotografie a colori e in bianco e nero raccontano in 4 piccoli docu-film, interpretati da Gigi Hadid affiancata da Alexander Wang, Julia Garner, Misty Copeland con Calvin Royal III e Laetitia Casta insieme a Sergei Polunin, le vite di donne impegnate a raggiungere i propri obiettivi, inseguire sogni e passioni, con impegno, coraggio e guardando al futuro.

Laetitia Casta insieme a Sergei Polunin – ANSA

Siamo lontanissimi dall’immagine sexy e trasgressiva presentata da Steve Meisel nel 2015, Albert Watson alle sue modelle (e modelli) ha chiesto: “Mettete in scena i vostri sogni”, inserendosi così nel solco aperto da Annie Leibovitz (2016) e su cui hanno proseguito Peter Lindbergh (2017) e Tim Walker (2018).

Dal punto di vista tecnico, il fotografo di moda scozzese, che ha studiato grafica e cinema prima di approdare alla fotografia nel 1971, torna alle sue origini e costruisce immagini che lui stesso definisce “pesanti”. “L’idea iniziale era quella di realizzare un film, un documentario in quattro parti. Non è il mio modo abituale di lavorare (si dedica alla moda, agli spot pubblicitari e ai manifesti per il cinema, ndr), ma una combinazione di grafica e cinematografia in cui ho voluto rompere gli schemi, sia negli abbinamenti dei personaggi (due fidanzati, due amiche, una donna single e il suo amico e confidente) che nelle storie”. “Ho voluto dare a Pirelli qualcosa diverso da quanto fatto prima e se il genere pin up è stato esplorato tante volte, ora è bello esplorare altri territori, come il cinema”.

Misty Copeland con Calvin Royal III – ANSA

Dal punto di vista del concept, invece, “l’obiettivo era esplorare le donne”, sottolinea Watson, “poi si è aggiunta l’idea del ‘sogno’, nel suo significato di ‘riflettere sul domani”, ha spiegato, “di cosa fare del proprio futuro, collegandolo alle proprie ambizioni”.

“C’è un messaggio simbolico: le donne si fanno sentire, siamo importanti e abbiamo cose da dire importanti”, sottolinea Misty Copeland, una delle modelle. “E abbiamo uomini accanto che ci sostengono in questo”. “Albert”, conclude Casta, “ha cercato di catturare qualcosa dalle nostre anime più che dai nostri corpi”.