Qaboos bin Said, il sultano dell'Oman morto dopo 50 anni di regno (Ansa)
Qaboos bin Said, il sultano dell’Oman morto dopo 50 anni di regno (Ansa)

Mascate (Oman), 11 gennaio 2020 – è morto a 79 anni Qaboos bin Said al Said, il sultano dell’Oman. Era il più longevo del mondo arabo, visto che guidava il Paese da mezzo secolo. Non aveva figli e, come prevede il protocollo, non aveva nominato pubblicamente un successore.
Gli è succeduto il cugino Haitham bin Tarek, già ministro della Cultura dell’Oman. Nella notte la Casa reale si è riunita per nominarlo. In base a quanto prevede lo statuto omanita, il sultano deve essere “musulmano, maturo, razionale e figlio legittimo di genitori musulmani omaniti. L’agenzia di stampa ufficiale ha annunciato tre giorni di lutto nazionale: “è con tristezza che il sultanato dell’Oman piange il suo sultano Qaboos bin Said, richiamato a Dio venerdì”.

Il giuramento, chi è il nuovo sultano

Su Twitter, il governo annuncia: “Haitham bin Tarek ha prestato giuramento come nuovo sovrano dopo una riunione della famiglia reale, che ha approvato l’elezione”. La maggior parte degli esperti si aspettava che il trono andasse ad Asad bin Tariq, un altro cugino, nominato vice primo ministro per le relazioni internazionali e gli affari di cooperazione nel 2017, in quello che è stato visto come un chiaro messaggio di sostegno.
Haitham, appassionato di sport, ha ricoperto la carica di sottosegretario del ministero degli Affari esteri per gli affari politici prima di diventare ministro del patrimonio e della cultura a meta’ degli anni Novanta. E’ stato anche il primo capo della federazione calcistica dell’Oman nei primi anni ’80.

Il regno di Qaboos

Qaboos era salito al trono nel 1970, a 29 anni, con un colpo di Stato (senza spargimento di sangue) che ha deposto il padre, Said bin Taimur, con il decisivo aiuto di Londra. Ha accentrato il potere nelle sue mani, unificato il sultanato e governato in modo illuminato modernizzando il Paese. Qaboos è considerato uno dei pilastri della politica in Medio Oriente negli ultimi 40 anni: ha mantenuto un ruolo neutrale nelle dispute geopolitiche ma decisivo nella mediazione delle situazioni conflittuali.
Nel 2011 negoziò la liberazione di tre americani in Iran, accusati di spionaggio, pagando personalmente un riscatto da 500.000 dollari ciascuno. Fu tra i fautori dell’accordo sul nucleare iraniano siglato nel 2015.

La lettera col nome del successore

Tornando alla successione, “il padre dell’Oman” ha scritto il nome del suo successore su un foglio chiuso in una busta sigillata che avrebbe dovuto essere aperta 72 ore dopo la sua morte se il consiglio della famiglia regnante (circa 50 uomini) non fosse riuscito ad accordarsi sul nome del nuovo sultano.
Il sultano dell’Oman domina completamente la politica del Paese che ha 4,6 milioni di abitanti: è anche primo ministro, comandante delle forze armate, titolare della Difesa, delle Finanze e degli Esteri. Il 23 luglio, primo giorno del regno di Qaboos, è il Giorno del Rinascimento in Oman. Il 18 novembre, compleanno del sultano scomparso, è la Festa nazionale dell’Oman.

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