RABBANI AND SOLIMENE PHOTOGRAPHY VIA GETTY IMAGES

Sono passati 71 anni, era il 1948 quando Eleanor Lambert, signora, “pierre” di moda e filantropa, organizzò un primo avvenimento charity per aiutare il Costume Institute, si trattava di una cena di mezzanotte.

Oggi il Met Costume Institute Gala, o Met Gala, o Met Ball è l’evento del red carpet memorabile per tutte le celebrities, per il lusso disinibito, per le tutte le bizzarrie assetate di fama e di gloria.

Cassa di risonanza infinita, offerte per milioni di dollari, gioco opulento e trasgressivo, consumato sul tappeto della presenza.

E così, sotto l’occhio implacabile dell’onnipotente Anna Wintour, anche quest’anno si è consumato il party più importante nel mondo della moda, l’appuntamento che, dal 1972 Diana Vreeland, ha legato indissolubile alla mostra di primavera del Metropolitan.

Il tema di quest’anno, era “Camp: Notes of Fashion”, e il curatore Andrew Bolton ha scomodato, serioso, addirittura Susan Sontag, scrittrice, simbolo della liberazione al femminile dell’America:

“La lezione del camp, la sua essenza consiste in quello che è innaturale, è l’amore per l’artificiale e per l’esagerato”.

Tributo del Met alla scrittrice ma quasi impossibile da spiegare, per la Sontag era il 1964, funzionava semplicemente come sinonimo di libertà e rivoluzione sessuale, declinato per la serata gala, a rendez-vous dell’uso sfrenato del kitsch, un palcoscenico stravagante e chiassoso, esagerato con qualche punta di ironia.

Tutti i protagonisti si sono scatenati sulla loro impressione di “camp style”, hanno provato a giocare, accolti su una giostra scoppiettante, affollata di rutilanti colpi di scena ed effetti. Un’abbuffata di cento e mille volte di più… Un combattimento tra stilisti messi alla prova dall’eccentrico trasfigurato dal paradosso del culto dell’eccesso, tutto senza esclusione di colpi .

La scalinata che conduce al Met, la preda di tutti i fotografi della meraviglia e dello scandalo, è stata il susseguirsi inarrestabile di trovate senza scampo, sguardi trasfigurati e urla di stupore, di minuto in minuto, di ovazioni sempre più lunghe e trascinate.

Ecco arriva Jared Leto, uomo di Gucci – Alessandro Michele, la griffe promotrice, mise rosso fuoco, tempesta di cristalli con la copia perfetta in braccio della sua testa, a trofeo.

CHARLES SYKES/INVISION/AP

Alessandro Michele, il mattatore, rosso Gucci brillante, con Harry Styles in blusa nera trasparente e pizzi, accanto Dakota Johnson, Karlie Kloss, e Selma Hayek signora Pinault e la super curvy Ashley Graham, addosso solo una giacca damascata e pizzo velato per le calze, guaina di gambe incontenibili.

EVAN AGOSTINI/INVISION/AP

Picchi per Lady Gaga, quattro i cambi fino a restare in lingerie, dal pink dell’abito che copre quasi per intero la scala, all’intimo, che la fa ritornare ai vecchi tempi un po’ “baraccona” ma dall’animo romantico (parentesi “ Shallow “) resta in slip e reggiseno, per poter continuare ad amarla a favore di flash.

CHARLES SYKES/INVISION/AP

Scollatura da vertigine, sola trasgressione per Irina Shayk Cooper, astuccio di velluto pesante bluette, Burberry by Riccardo Tisci.

La banda Versace, Jennifer Lopez calottina sfavillante stile charleston, Serena Williams quasi al match – point con un mantellone giallo a fiori rosa, Lupita Nyong’o a ventaglio e il composito club – clan Kardashian, Kendall e Kylie Jenner avvolte solo nelle piume: Kim vitino da vespa, fianchi e lato b più che espansi, esplosa nel nude della mise, firmata Mugler.

CHARLES SYKES/INVISION/AP

Moschino per Kate Perry, in sequenza prima vestita sul serio come un lampadario con tanto di luci, e poi hamburger. Elle Fanning per Miu Miu, un po’ in pasta marshmallow , girl valley anni ’60, un mondo di charms squillanti e di unghie lunghe laccatissime.

CHARLES SYKES/INVISION/AP

Sorprendente Céline Dion, la celebrità della canzone, in versione ballerina anni venti per Oscar della Renta, piume come spine gold, e spacco esasperato.

Billy Porter ritorna come antico faraone su portantina, sulle spalle di sei boys a torso nudo, lui straricoperto di oro e monili e con un tesoro di anelli tra le dita.

EVAN AGOSTINI/INVISION/AP

Pierpaolo Piccioli, il cuore di Valentino, insieme alle sue ospiti, Joan Collins, ottantasei anni, divissima tra dive, balze bianche e candido chiffon, la carta vincente della serata, corona e gioielli Dinasty. Eterna, così come Naomi Campbell, la Venere nera, in un abito Valentino rosa confetto, comprensivo di cappa enorme e gambe senza fine a vista .

“Comme il faut” il dominante anfitrione, Anna Wintour, in Chanel haute couture, omaggio di quest’anno a Lagerfeld, e la perfetta figlia Bee, oggi Carozzini, impeccabile nello smoking di Sarah Burton per Alexander Mc Queen, uno strascico elegantissimo e una rosa rossa indimenticabile.

CHARLES SYKES/INVISION/AP
Video Katy Perry

 

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