28 Febbraio 2021

Louis Vuitton Uomo Autunno-Inverno 2021

La collezione “Ebonics / Snake Oil / The Black Box / Mirror, Mirror” di Virgil Abloh per l’Autunno-Inverno di Louis Vuitton è una critica al modo in cui la società giudica ogni individuo: con superficialità. Colpiscono le nuove interpretazioni dei classici della maison come lo zaino Christopher che ora è disponibile in pelle Epi con un effetto verniciato a spruzzo e, in particolare, alcuni pezzi scultorei che utilizzano la pelle monogramma originale, offrendo una borsa da aereo che annuisce agli inviti della collezione. Una preponderanza di look formali con abiti realizzati in materiali insoliti come la plastica, o con sovrapposizione di kilt su pantaloni, in coppia con accessori come stivali in stile cowboy come le punte in metallo o altri completi completi formali con stampa effetto marmo e ancora i cappelli fedora o baseball caps. La collezione gioca sui contrasti cambiando codici precostituiti. Ad esempio, il panno Kente (un tessuto e una silhouette originari delle origini ghanesi di Virgil Abloh) appare declinato in tartan, un motivo associato alla Scozia, confondendo così le nostre più antiche convinzioni.

La sfilata inizia su una collina innevata in Svizzera, immortalando il rapper Saul Williams che indossa un completo  dalle silhouette New Romantic insieme a uno dei pezzi di punta della stagione: un bauletto con monogramma cromato. Le scene si trasformano in una stanza inondata di luce al Tennis Club de Paris, in cui si erge una struttura monolitica in marmo verde, verde accesso che è anche il colore dei trench, dei pantaloni, dei cardigan. Il riferimento al saggio di James Baldwin Stranger in the Village viene trasposto nello show performance tracciando a colpi di moda il tempo trascorso dall’autore in un villaggio svizzero e la sua vita in America come afro-americano. Il saggio di Baldwin ispira ulteriormente l’intera presentazione dello show, che è suddivisa in tre atti espressi attraverso la danza, il pattinaggio sul ghiaccio, la poesia e la scenografia. Al di fuori della struttura, i modelli camminano, si siedono sull’iconica sedia Barcelona di Mies van der Rohe e Lilly Reich, annuendo all’idealizzazione di Abloh dell’artista, del vagabondo, dell’architetto, del rappresentante commerciale e altri personaggi archetipici della società.

La collezione si sforza quindi di illuminare e neutralizzare “la prima impressione” di quando vediamo qualcuno “vestito da”, mantenendo i codici di abbigliamento legati a determinati ruoli e professioni, ma cambiando i valori umani a loro associati. Virgil ci invita a riflettere sulla condizione attuale del mondo, dopo Black Lives Matter, le disuguaglianze di razza, di genere, di sessualità e del bisogno di creare le stesse opportunità, gli stessi sogni e uguale libertà per i bambini di tutte le razze, generi e sessualità per quando viene posta la domanda: “Cosa vuoi essere da grande? Tutto quello che vogliamo, sembra dirci Abloh.

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