Uno dei remix più interessanti di tutta la stagione è stato quello visto da Loewe, dove l’800 e le crinoline settecentesche incontrano gli anni 70’.  Mini abiti con collo pierrot da indossare con panta a zampa, tutto in crochet bianco e nero, cappe di volume con grandi balze sono realizzate in tessuto tecnico, i lunghi abiti bustier da cortigiana, che sembrano usciti da un quadro di Velasquez, sono trasparenti e rivelano la silhouette con una sensualità inedita per il brand. Il pizzo diventa anche a tratti gotico, con lunghi chemisier da cui compaiono stivali in pelle gialla al ginocchio con punta a mocassino. Le camicie da notte diventano abiti da sera in raso, o in popeline con bordi in merletto, tuniche in lino grezzo svasate dalle maniche ampie e colletti extra long, che ricordano le sottovesti degli abiti talari, o quelli delle prime comunioni o dei battesimi. Robe manteau e cappotti svasati dalla costruzione sartoriale, abbinati a pantaloni a vita alta jodhpur, lunghe gonne in satin con maglie a manica lunga e collo adornato di piume rosa, unico vezzo insieme a perline pendenti su top e gli abiti da sera. Jonathan Anderson colpisce ancora e mette a segno una delle più belle sfilate della fashion week parigina, dando una nuova vita alla storicità del passato rendendo la silhouette contemporanea. Con dettagli che la rendono desiderabile a un pubblico senza età, come le mini bag e gli occhiali futur-sport, candidati a essere nuovi accessori it della prossima stagione.

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