Immagine correlata

Ogni tanto c’è qualche attrice, politica o scrittrice che nelle interviste si dichiara
sfavorevole alle “Quote rosa” di solito sono donne importanti, talentuose che ce
l’hanno fatta. L’ultima affermazione sfavorevole è di Valeria Golino che dice la nota frase “bisogna arrivare per meriti e non con l’aiuto delle quote rosa”. E’ un modo di pensare nobile e virtuoso, ma restrittivo, vale per pochi e perchè poi il potere, quasi interamente declinato al maschile è ottenuto soltanto per meriti? Quando mai e allora  solo le donne devono essere altamente capaci e pure? Non è che le quote devono aiutare la prima che passa, ci deve essere sempre una scala meritoria, ma ci vogliono per pareggiare le diseguaglianze. Per fortuna è una società che qualche muro lo abbatte, il movimento MeToo ha portato in primo piano le molestie sessuali e verrà il giorno che si troverà il coraggio di raccontare la verità sia per gli uomini che per le donne sugli inizi di carriera, nell’ambiente dello spettacolo.
Non sempre disastrosi, ma per moltissime persone compromessi, umiliazioni e
lunghe attese si sono sprecati. Finiranno quei raccontini idilliaci “accompagnavo
un’amica ad un provino ed hanno preso me”. Sarà andata così all’inizio, ma la
continuazione non la si racconta, oppure “tutto è avvenuto per caso, io non volevo”.
Ci sono i bravi e fortunati, però si contano sulle dita di una mano. Altro che quote
rosa, ci vorrebbero quote di tutti i colori. Gli aiuti non bastano mai.
 
                                     Lilli Maria Trizio