7 Agosto 2020

Le neo divinità di Saint Laurent

RIANNE VAN ROMPAEY

«Ho debuttato sulla passerella di Louis Vuitton nel 2014, dopo che Nicolas Ghesquière mi aveva scelta. A scuola mi stavo preparando a degli esami e ai miei compagni avevo solo detto che dovevo fare un breve viaggio a Parigi. Partecipai alla sfilata e tornai indietro senza dire niente a nessuno, proprio non immaginavo cosa sarebbe accaduto da lì in poi». Rianne Van Rompaey ricorda così lo show che le ha cambiato la vita, catapultandola nell’Olimpo delle modelle più pagate e desiderate. Oggi sfila per le maison più importanti, dopo che nel 2016 è entrata nell’elenco delle Top 50 di una delle bibbie del settore: Models.com. Lo scorso settembre è stata protagonista delle quattro cover celebrative del numero 1.000 di “Vogue Parisˮ, mentre il “WSJ Magazineˮ, nello stesso mese l’ha voluta per le sue tre copertine.

KAIA GERBER

Se sei bella come il sole e tua madre si chiama Cindy Crawford è probabile che tu abbia ereditato una certa propensione al diventare una delle top model del momento. Kaia Gerber a dieci anni posava per la campagna della collezione bimbi Young Versace e oggi che ne ha diciotto compare regolarmente su magazine come “Vogueˮ Uk o “Vogue Parisˮ , mentre sfila per i super big: Chanel, Prada, Bottega Veneta. È legatissima alla sua famiglia, dove tutti i membri hanno sperimentato direttamente il mondo del modelling. Oltre al fratello maggiore Presley, anche il padre Rande Gerber ha posato in passato, prima di diventare imprenditore. «Da piccola non sapevo che mia madre fosse famosa. Quando si preparava per le serate la seguivo nella cabina armadio per vedere cosa si sarebbe messa ed era come vivere una magia. La relazione così spontanea con la moda la devo alla mia famiglia».

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ANOK YAI

Da ragazzina passava le ore su YouTube a guardare i video di Naomi Campbell in passerella e non immaginava che da lì a pochi anni sarebbe stata lei ad aprire una sfilata di Prada, seconda modella di colore nella storia del brand (la prima era stata proprio Naomi nel 1994, per la S/S 1995). Anok Yai ha ventidue anni ed è americana. La sua famiglia ha dovuto affrontare momenti difficili: originari del Sudan, sono fuggiti per scampare al genocidio, facendo tappa in Egitto, dove è nata Anok; da lì sono approdati negli States. Studiava biochimica, finché lo scatto di un fotografo di street style, pubblicato su Instagram, l’ha fatta scoprire. Oggi che è fissa nella lista delle Top 50 di Models.com, Anok ha un obiettivo preciso: «Le donne di colore e la loro bellezza devono diventare una routine nel mondo della moda, non essere l’eccezione».

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LEXI BOLING

È stata sua madre a spingerla a presentarsi a un casting per modelle dell’agenzia Ford a Chicago, ma Lexi Boling, 26 anni, non è di certo una timida. La sua è una bellezza ipnotica e volitiva, di quelle che piacciono tanto a Miuccia Prada, motivo per cui l’ha voluta più volte come protagonista delle campagne del brand. La sfilza di magazine che l’hanno messa in copertina è lunga, blasonata e internazionale, così come l’elenco dei marchi per cui è andata in passerella: Tom Ford, Valentino, Saint Laurent, giusto per citarne tre. C’è chi la descrive come una bad girl, ma forse è solo il suo modo schietto e senza filtri di porsi nella vita come sul set o attraverso i social media. «In questo ambiente, molti temono di fare vedere il nostro mondo come realmente è, ma chi dice che bisogna offrire solo una versione patinata di noi?».

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