Annunciata a fine ottobre, l’asta con 129 mise firmate Yves Saint Laurent e indossate da Catherine Deneuve durante la sua carriera ha fruttato all’attrice 900,625 euro, oltre un milione di dollari.

È stata Christies, che si è occupata della vendita, a comunicare il dato, specificando che prima dell’asta, avvenuta ieri, 500 persone da tutto il mondo si erano registrate per fare la loro offerta e che sono stati 4.500 gli spettatori all’evento.

Catherine Deneuve assiste allo spettacolo di Saint Laurent nel settembre 2018 |  Foto: Getty
Catherine Deneuve assiste allo spettacolo di Saint Laurent nel settembre 2018 | Foto: Getty

Non si sa come Deneuve spenderà la cospicua cifra ottenuta con la vendita, che oltre ai 129 abiti battuti ieri riguarda anche l’online, dove fino al 30 gennaio sono ancora disponibili 140 modelli.

La decisione di alleggerirsi del lussuoso quanto impegnativo guardaroba è legata a un cambio di casa: Catherine ha infatti lasciato una dimora in Normandia e, come accade in tutti i traslochi, ha pensato che era l’occasione giusta per rinnovare gli armadi. Una decisione che non deve però aver preso a cuor leggero, visto il rapporto di decenni con Monsieur Saint Laurent.

L’incontro tra la protagonista di pellicole come Bella di Giorno nel 1967 eIndocina, per la quale è stata candidata all’Oscar come migliore attrice nel 1992, risale infatti a metà degli anni Sessanta quando Deneuve, appena 22enne, era sposata con il fotografo britannico David Bailey ed stava per incontrare nientemeno che la regina d’Inghilterra.

Un’occasione che richiedeva un abbigliamento all’altezza della situazione e chiaramente Saint Laurent non ebbe problemi a realizzarlo.

Fu l’inizio di un lungo legame all’insegna della stima reciproca e dell’amicizia, durante il quale l’attrice indossò più volte vestiti firmati YSL: tra i più noti quello del 1969, esibito durante il primo incontro con Alfred Hitchcok.

Fu la stessa Deneuve a dire a Luis Buñuel, regista di Bella di Giorno, che se voleva esprimere anche attraverso gli abiti la personalità conturbante e ambigua della protagonista Séverine Serizy non poteva che affidarsi al designer.

Cosa che Buñuel fece e che conferì un importante valore aggiunto al film, oltre a dare vita a modelli iconici, come le scarpe in seguito ribattezzate Belle de Jour.

«Ci scriviamo spesso – rivelò Yves Saint Laurent in un’intervista a Elle France -. Adoro chiamarla “mia dolce Catherine”, mentre lei mi manda spesso rose in colori tenui».