Mariotto di Nardo, Sant’Antonio abate e San Giuliano, tempere su tavola, 1420 circa, Firenze, Galleria dell’Accademia di Firenze (acquistato nel 2017)

Firenze – Alcuni sono stati acquistati sul mercato antiquario, altri sono frutto di confische, molti provengono da generose donazioni o dai depositi della Certosa di Firenze.

Sono i capolavori recuperati, restaurati, salvati da una sicura dispersione grazie alla dedizione degli addetti alla salvaguardia del patrimonio culturale e artistico.
Una mostra dal titolo Nuove acquisizioni 2016-2018, ideata e curata da Cecile Hollber, porterà alla Galleria dell’Accademia dal 22 gennaio al 5 maggio, alcune opere giunte ad arricchire le collezioni permanenti. Ad accogliere il pubblico saranno due raffinati sportelli provenienti da un tabernacolo disperso realizzato da Mariotto di Nardo intorno al 1420. Impreziosito da raffinate decorazioni in pastiglia dorata che incorniciano le figure dei santi, era molto probabilmente frutto di una committenza prestigiosa.
I pannelli frammentati erano stati comprati da due diversi proprietari e ricomposti dopo l’acquisto.

Accanto a queste tavole, acquisite nel 2017 con i fondi ordinari della Galleria dell’Accademia, ci sono poi quattro opere arrivate nel 2016 al Museo da un deposito situato presso la Certosa di Firenze. Un’ Incoronazione della Vergine e angeli di Mariotto di Nardo affianca una SS. Trinità del Maestro del 1419; e ancora una Madonna col Bambino in trono fra angeli del 1416 guarda a una Madonna col Bambino e santi di Bicci di Lorenzo. Due affascinanti opere come I due santi di Niccolò di Pietro Gerini, in origine scomparto destro di un trittico disperso, e la Madonna dell’Umiltà del raro Maestro della Cappella Bracciolini, sono state assegnate alla Galleria dopo il recupero da parte del Reparto Operativo dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Roma.

E poi c’è il piccolo busto del drammaturgo Giovan Battista Niccolini, opera di Lorenzo Bartolini, acquistato e donato al Museo dall’Associazione Amici della Galleria dell’Accademia di Firenze.
«Questa piccola grande mostra – commenta il direttore Cecilie Hollberg – ci riempie d’orgoglio poiché ci offre la possibilità di presentare al pubblico veri e propri capolavori che sono stati sottratti a una sicura dispersione grazie alla dedizione di molte persone che lavorano, come noi della Galleria dell’Accademia di Firenze, per la salvaguardia del patrimonio culturale e artistico».

Questo percorso, che ha come fil rouge la tutela del patrimonio culturale, inaugura il ricco programma di eventi che segna il 2019 della Galleria.