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Dice Massimiliano Pani: la “Signora” ci starebbe, anzi: lo farebbe volentieri. La “Signora” naturalmente è sua madre, Mina Mazzini, la sempre giovane della musica italiana, e l’oggetto è la futura direzione artistica del festival di Sanremo.

Sarebbe, una bomba, ve lo assicuriamo; e per una serie di buone ragioni.

1) La Signora è la più ventenne dei settantenni in circolazione. Ha il gusto e in senso del pericolo, del nuovo, si è sempre stufata in fretta di ogni “mainstream”. Canta da anni pezzi anche non riuscitissimi purché ancora vivi, contemporanei, spericolati, in movimento.

2) La Signora è curiosa, setaccia da anni tutto il meglio della musica mondiale per portarsene a casa un pezzetto. Non bada alle mode, non bada alle firme e alle griffe, cerca il talento e a volte lo trova, come una rabdomante. Se no aspetta con calma, ribussando magari dove aveva già bussato. Vuoi mai che stavolta…

3) La Signora sta a Lugano, repubblica elvetica, il posto vicino più lontano possibile dalle pastette all’italiana. La Signora ha preso le distanze dai compromessi discografico-televisivi molti decenni fa, conquistandosi la totale autonomia artistica e discografica quando i più coraggiosi cantautori di casa nostra andavano in brodo di giuggiole per le multinazionali, le stesse che poco alla volta si sarebbero ingoiata l’intera discografia italiana.

4) La Signora sa distinguere fra buone e cattive canzoni, fra buona e cattiva musica, fra autentiche spinte al nuovo e “sòle” di vecchio conio.

5) La Signora è immersa 24 ore su 24 nei nuovi e vecchi mass media, sa cosa è cambiato, sa dove non si può tornare e non vive di nostalgie. Ma non vuole sembrare contemporanea ad ogni costo. Ha il senso delle proporzioni per sé e per gli altri.

6) La Signora non ha problemi di immagine, perché alla sua è sfuggita da un pezzo. E non ne farà di certo una chiave di lettura del mondo, musicale e non.

7) La Signora ci proverà, ci metterà entusiasmo, creatività, sapienza, immaginazione: ma il carrozzone Sanremo aprirà le sue porte o si metterà in difesa? La macchina mediatico-televisiva saprà ancora misurarsi con un’artista che non ha nessuna voglia di perdere tempo in fasulle mediazioni perché proprio quelle l’hanno allontanata dall’aspetto pubblico della sua professione, tanti anni fa?

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