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Le fiamme hanno devastato Notre Dame ma ne hanno lasciato intatto parte del tesoro. L’atteso annuncio è stato dato da Patrick Chauvet, rettore della cattedrale, quando l’incendio era ancora in corso: non sono andate perdute le reliquie tanto care al mondo della cristianità e tanto studiate dal mondo dell’arte.

Notre Dame custodisce infatti tesori dal grandissimo valore storico, simbolico e religioso. Tra le reliquie più importanti ci sono la Corona di spine di Gesù – un cerchio intrecciato tenuto insieme da un filo dorato con 70 spine attaccate – e un pezzo della Vera Croce su cui morì Cristo. Questi erano tra gli oggetti più venerati tra quelli conservati dall’Arcidiocesi di Parigi.

La cattedrale infatti custodisce tutte le reliquie della passione di Cristo, acquisite dalla monarchia francese nel Medioevo. Oltre alla corona e al frammento della croce, il catalogo del reliquiario è sterminato: oggetti appartenuti alla Vergine Maria, a Santa Lucia, la spugna con cui fu dissetato Gesù sulla croce e il mandylion, una presunta immagine di Cristo.

Il tesoro della Sainte-Chapelle ha iniziato a formarsi a partire dal 1238, quando re Luigi IX si recò in viaggio a Costantinopoli acquistando un gran numero di reliquie. Fino alla Rivoluzione francese, queste erano considerate come una possibile riserva di denaro per i periodi di crisi economica: i sovrani infatti vi attingevano nel corso di epidemie, carestie, guerre. Le reliquie venivano fuse e rivendute per ricavarne fondi da spendere su richiesta del re. Dopo la rivoluzione i beni di Notre Dame vennero nazionalizzati con una confisca: a quel punto il tesoro scomparve del tutto, per poi essere recuperato durante il periodo della Restaurazione anche grazie alle donazioni di Napoleone. L’incendio della cattedrale ha rischiato di farlo sparire definitivamente, ma fortunatamente si è salvato.