Quando ci fu lo sbarco sulla Luna dell’Apollo11 il 20 luglio del 1969, un signore nella sua casa di campagna con il televisore all’aperto, aveva accanto il contadino che gli curava la terra e che guardando la tele diceva “Non ci credo, non è vero” e il padrone di casa si  ostinava a convincerlo ” L’uomo è arrivato sulla Luna” e più il  contadino s’interstardiva “Storie, stupidaggini”.

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A Milano pochi giorni fa,si è svolto un convegno di terrapiattisti di cui uno degli argomenti è stato  “50anni di inganni della scienza a riguardo la conquista della Luna”,quindi si può affermare che i terrapiattisti sono come il contadino pugliese cocciuto che negava l’evidenza dell’allunaggio, ma il contadino non era istruito mentre gli organizzatori del Convegno sono persone colte, laureate che hanno scritto libri. Dicono tante cose sulle motivazioni di questi raduni, tra l’altro per entrare si pagava un biglietto di 25euro, il soldo è una, poi  si dice anche che più le teorie pseudo-scientifiche risultano fantasiose, stravaganti, strampalate e più i media se ne interessino.

 

Si tratta di persone in cerca di un’effimera notorietà. Ne inventano di ogni genere: gli astronauti sono attori; il sole è vicino alla terra ed ha la forma di una lampadina; la forza di gravità non esiste; affermare che la terra è a sfera non è che un complotto ordito da movimenti sotterranei che vogliono negare l’esistenza di Dio, e come prova della non sfericità della terra basta mettere l’acqua in una bottiglia e  muoverla e vedere che il liquido non può sostenere curve, se non fosse piatta non potrebbe contenere i mari. Quando ci sono questi raduni bislacchi i giornalisti che sono lì per scrivere il pezzo, a parte le battute ironiche che si lanciano si guardano come a dire “Che ci tocca fà pe campà”.

            Lilli Maria Trizio 

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