lunedì, 20 Gennaio 2020
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Gucci, ritorno all’infanzia contro gli stereotipi tossici

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Gucci, la sfilata della collezione autunno inverno 2020 (Foto Dan Lecca)
Gucci, la sfilata della collezione autunno inverno 2020 (Foto Dan Lecca)

Milano, 14 gennaio 2020 – Sulla torta di compleanno nella foto che ti accoglie al Palazzo delle Scintille di Milano ci sono cinque candeline: tante quanti gli anni di Alessandro Michele alla direzione creativa di Gucci, che ha trasformato il brand nella macchina del lusso più straordinaria al mondo, dopo quel debutto a sorpresa nel gennaio 2015 dell’allora ancora sconosciuto assistente-stilista della maison fiorentina voluto da Marco Bizzarri, presidente e ad visionario e geniale almeno quanto lo stilista più ammirato e invidiato al mondo. Un connubio fortunato, tenace, geniale che il prossimo 12 febbraio porterà a nuovi importanti risultati di business quando verrà svelato il bilancio di Gucci. Intanto oggi il defilè della svolta, con Alessandro Michele che riflette sulla società patriarcale, sull’identità di genere maschile spesso forgiata da stereotipi che sono tossici e violenti. Così sta scritto nella release del defilè che è un foglio a protocollo a righe con un tema scolastico a una colonna e l’intestazione scritta con la grafia di un bambino.

“Il mio è un ripasso dei compiti del passato – dice Alessandro Michele – e torno a riflettere sulla mascolinità e sulla complessità dell’essere uomo. E’ un mondo variegato, soggetto a imposizioni culturali, anche per le donne quando dopo l’asilo ti cominciano a dire in famiglia cosa è lecito fare da maschio o da femmina. Ecco con questa collezione voglio tornare indietro per imparare di nuovo, per dire proviamo di nuovo. La tossicità del modo stereotipato di essere uomo è pericolosa. All’asilo eravamo tutti uguali e questo è il mio inno al romanticismo”.

Ed ecco in passerella al Palazzo delle Scintille sotto al pendolo e davanti a una tribuna scientifica che la ragazza sfila con la collaretta bianca, il ragazzo con cappottino baby bon ton con tasche e colletto di velluto, ai piedi i vecchi e cari sandali con gli occhi e sulle gambe magre i calzettoni sotto i pantaloncini, il minipull col ciuccio e la borsa Jackie proprio come lei, una elegia di mocassini classicissimi e vestitini di velluto da cerimonia, il grembiule a quadretti bianco e celeste e per contrasto i capelli col ciuffo rockabilly. Un Gucci normalizzato, struggente, poetico e intenso, lontano dal massimalismo al quale eravamo abituati e per questo vicino ai giovanissimi che adorano il brand, uno stile tanto normale quando bello e delicato. “Le persone giovani affezionate al mio lavoro sono molto pensanti”, dice Alessandro Michele.

Davanti al Palazzo delle Scintille le ragazzine e i ragazzini urlano grida di gioia ad ogni ingresso vip. Ed ecco Jared Leto, Bruce Gilden, Mark Ronson, Maurizio Cattelan, Alessandro Borghi, Ghali, Achille Lauro, Anderson .Paak, Tyler, The Creator, Kelvin Harrison Jr., Richard Hell, Arthue Jafa, Antwaun Sargent, Yves Tumor, Adam Bainbridge, Earl Cave, Phoebe Collings-James, Little Simz, Massimo Bottura, Milovan Farronato, Leonardo Fioravanti, Tiago Iorc, Alexander (Sasha) Gudkov, Kai, Miyavi, Zen, Diet Prada, Willy Ndatira, Sean Murphy, Leo Mandella, Pam Boy, Susie Lau, Gogoboi, Filip Custic, Jean Jacques Ndjoli, Bryan Boy, Tamu McPherson, Martin Larsson ‘Rekkles’, Zdravetz Galabov ‘Hylissang’, Tim Lipovsek ‘Nemesis’, Gabriel Rau ‘Bwipo’, Oskar Boderek ‘Selfmade’ .

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