Durante la biennale di venezia architecture ,  fondazione prada presenta ‘jannis kounellis’, una grande retrospettiva dell’artista greco contemporaneo italiano. curata da germano celant, la mostra esplora la sua storia artistica e espositiva, dopo la sua morte nel 2017. riunendo più di 60 opere dal 1959 al 2015, evidenzia momenti chiave nell’evoluzione della sua poetica visiva, stabilendo un dialogo con il palazzo storico di ca ‘angolo della regina.

tenuto presso la sede veneziana settecentesca di fondazione prada , il primo piano del palazzo presenta le prime opere dell’artista che trattano il linguaggio urbano.  i dipinti esposti originariamente tra il 1960 e il 1966 riproducono veri e propri scritti e segni dalle strade di Roma. in seguito, l’artista ha trasferito lettere nere, frecce e numeri su tele bianche, carta o altre superfici, in una decostruzione linguistica che esprime una frammentazione del reale.

senza titolo (1993-2008), armadi, cavi d’acciaio, senza titolo (2004), rotoli di piombo,
immagini in tessuto per gentile concessione di fondazione prada

dal 1964 in poi, kounellis affronta soggetti presi dalla natura, dai tramonti alle rose – quest’ultima rappresentata su tele. due anni dopo, nel 1967, l’indagine di Kounellis diventa più radicale abbracciando l’uso di materiali organici e inorganici per trasformare la sua uniformità tradizionalmente pittorica. durante questo periodo ha abbracciato elementi concreti e naturali tra cui terreno, cactus, lana, carbone, cotone e fuoco.

da sinistra a destra: senza titolo (1965), olio su tela, senza titolo (1967) ferro, carbone, senza titolo (1960), olio su tela, senza titolo (1964), olio su tela

kounellis ha anche esplorato la dimensione sonora del suo lavoro, traducendo i dipinti in fogli musicali che potevano essere suonati o ballati. nel 1960, iniziò a recitare le sue lettere su tela e nel 1970 includeva la presenza di un musicista o di un ballerino.

senza titolo (1971), pittura ad olio su tela, sedia, violoncellista

queste sembianze musicali sono viste in due opere del 1980 e del 2006 composte da strumenti musicali collegati a bombole di gas in fiamme e campane di ferro battuto. diversi flautisti suonano un frammento di una composizione di mozart, mentre nel secondo un dipinto ad olio ritrae le note di un’altra composizione sacra di Bach, questa volta suonata dal vivo da un violoncellista.

questi lavori sostituiscono o collegano l’immagine con il suono, superando le tradizionali distinzioni tra linguaggi artistici. la mostra esplora l’espressione olfattiva, con opere che includono materiali come caffè e grappa, offrendo una fuga dai limiti illusori della pittura.

senza titolo (1988), vetro, grappa, piombo

come kounellis spostato da un linguaggio scritto e pittorico a uno fisico e ambientale, ha sovvertito l’aspetto elitario del mondo dell’arte. al suo posto, uno più espressivo basato sul primato di elementi vitali e una relazione terrestre evoluta.

senza titolo (2013), ferro da stiro, caffè

preoccupato dell’esperienza corporea, la kounellis era incuriosita dalla battaglia dialettica tra leggerezza, instabilità e temporalità, in quanto connessa con la fragilità dell’elemento organico. in contrasto con le sensazioni di pesantezza, permanenza, artificialità e rigidità delle strutture industriali, queste sono rappresentate in diversi punti da superfici modulari in metallo verniciato grigio.

l’inclusione di kounellis nelle mostre che hanno contribuito all’elaborazione di arte povera è anche tracciata. l’installazione ‘untitled (tragedia civile) (1975)’, un autoritratto caratterizzato dal contrasto tra la foglia d’oro che ricopre completamente un muro nudo e abiti neri appesi a una gruccia, sottolinea il dramma di una scena che allude a una crisi storica e personale.

untitled (tragedia civile) (1975), parete rivestita in foglia d’oro, appendiabiti, cappotto, cappello, lampada

nel frattempo, le tracce di fuliggine sulle pietre, le tele e le pareti, in alcune opere del 1979 e del 1980, indicano un “ritorno alla pittura” personale. è un sentimento che si oppone all’approccio anti-ideologico ed edonistico di molta produzione pittorica degli anni ottanta. durante questo periodo l’artista sviluppò anche il motivo del camino, l’opposto di una “fiamma rivoluzionaria primitiva”, ora imprigionato nella struttura di mattoni.

senza titolo (1980), pietre, tavolozza, fuliggine

un’opera del 1974 composta da porzioni di calchi in gesso di statue classiche disposte su un tavolo e accompagnate da una lampada di paraffina illuminata rappresenta il passato. nel frattempo, altri riff sul patrimonio greco-romano dell’artista, esplorandolo attraverso una maschera, come nell’installazione del 1973 composta da una cornice di legno su cui sono collocati gessi in gesso di volti ad intervalli regolari.

senza titolo (1971), serbatoi di gas, fiamme, tubi di gomma

un altro motivo comune è la porta, che kounellis rappresentato in varie versioni, a volte accompagnato da campane e calchi in gesso di statue classiche. esposto in mostra in tre diverse declinazioni che vanno dal 1972 al 2004, racconta la difficoltà tra l’artista e le dinamiche del suo presente. i passaggi tra le stanze sono chiusi con pietre, ferri armati di ferro e lastre di piombo che rivelano l’interiorità storica dell’edificio e rendono inaccessibili diversi spazi per enfatizzare l’ignoto.

senza titolo, 1972, murata con pietre

presentata nel cortile interno del palazzo veneziano, un’installazione racchiude il più profondo dialogo di kounellis con gli spazi architettonici e urbani. composto da sette lastre di metallo che sostengono sacchi pieni di chicchi di caffè, racconta il fascino dell’artista per la gravità e l’equilibrio. completando la mostra sono una serie di installazioni su larga scala realizzate dalla fine degli anni ’80. questi insiemi sfidano le leggi della gravità, gli scaffali avvolgenti o le costruzioni metalliche che contengono oggetti di varia origine: dalle calchi in gesso alle pietre, dai cappotti agli occhiali e agli ingranaggi meccanici.

senza titolo (1992), ferro, juta, caffè

la retrospettiva si conclude al piano terra con documenti – tra cui film, cataloghi di mostre, inviti, manifesti e fotografie d’archivio – che tracciano la storia della mostra di kounellis. la mostra è accompagnata da un volume che comprende un saggio di germano celant e una vasta cronologia illustrata, che documenta e esplora la carriera artistica e la biografia di Janis Kounellis.

senza titolo (1994), ferro, smalto, senza titolo (2013), ferro, pietre, stoffa, acciaio, tela, carbone, lana, macchine da cucire, cappotti, marmo, ceramica, senza titolo (2011) cappotti, cappelli, scarpe

 

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informazioni sul progetto

 

galleria: fondazione prada

mostra: jannis kounellis

artista: jannis kounellis

luogo: venezia

sede: ca ‘angolo della regina

date: 11 maggio – 24 novembre 2019