“Sono felice di essere in Cina, a 12 anni di distanza dal défilé sulla Grande muraglia; questa è la chiusura di un ciclo un omaggio a un talento incredibile come era quello di Karl”, ha spiegato Silvia Venturini Fendi, anima creativa della maison. Portando in scena uno show monumentale di oltre 100 look nella cornice del Powerlong museum

In pedana, una spirale di neon accecanti immersi in un bianco latteo totalizzante, incede il popolo della maison. Capitanato da Timmy, super(pop)star made in China, e scandito da 102 personaggi in un turbinio di sfumature beige e di rimandi al tailoring severo, di monogrammi calligrafici, di incursioni d’arte futuristica, di reti micro e macro ma anche di sete preziose e di pellicce sontuosamente lavorate. A ricordare il lungo matrimonio con Karl i suoi collage dallo spirito artistico, scelti per i trench maschili ma anche per i coat femminili o i completi da maschiaccio sfoggiati con le valigie rigide da globe-trotter d’antan. O ancora le FF in versione Karligrafo, per i bomber di lui indossati da lei in versione garçonne, decorati da quel monogramma scarabocchiato dallo stilista tedesco. E poi le catene, sottili e preziose, che diventano ornamento delle gonne a pieghe piatte e delle camiciole piccole da borghese peccaminosa. Su tutto gli accessori. Gli stivali-calza FFrame, brodé di cristalli barocchi. I texani verniciati con le iniziali ricamate. Ma soprattutto le borse. Baguette in primis, per lei ma anche per lui, nella versione studiata a quattro mani con Porter. E poi la Peekaboo che diventa sigillo della maison in versione a-gender. Fino alla nuova Kan U, destinata a entrare nell’Olimpo delle iconiche Fendi bag del futuro.

Spenti i riflettori cinesi, ora tutta l’attenzione è puntata su Roma dove il prossimo 4 luglio la griffe tornerà in pedana con la haute couture. “Sarà una collezione molto speciale, un omaggio alla città di Roma e al lavoro di Karl”, ha aggiunto ancora Brunschwig. “Senza nostalgia, perché è la lezione che ci ha lasciato questo talento incredibile: mai guardare indietro ma puntare all’oggi per immaginare la bellezza del futuro”. E come sarà il futuro, creativo, della maison, ancora avvolto da un sottile velo di mistero dopo la scomparsa dello stilista tedesco? “Come ci ha insegnato Karl, siamo nel presente e il nostro presente è forte, molto forte. Silvia ha lavorato con Karl 54 anni, fianco a fianco, assorbendo il pensiero di un grande maestro. Ha un link diretto, intenso e proficuo con lo studio creativo interno. Continuiamo e continueremo con tutta l’energia di Karl e di Silvia. Per raccontare il futuro di questa grande maison”.

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