Silvia Venturini Fendi spiega il senso della collezione, «Questi look sono il mio modo di riflettere sugli elementi basici di un guardaroba, dove ci sono le flanelle ei gessati per i completi, i cappotti, oppure i caban blu navy disegnati con un intento preciso, ovvero dare longevità alla moda», ha aggiunto la direttrice creativa. «Credo che questa sarà l’attitudine del nostro mondo, siamo forzati, o meglio felicemente forzati, a rivedere il nostro modo di comprare. Da qui in avanti sarà sempre più importante scegliere in maniera oculata cosa indossare, privilegiando indumenti pensati per durare nel tempo e proprio per questo anche versatili, motivo per cui ho voluto frazionare alcuni capi, in modo da offrire al cliente la possibilità di trasformare la stessa giacca in un bolero, semplicemente staccando la parte inferiore».  Venturini Fendi ha poi sottolineato che questo suo confrontarsi con i codici della tradizione non significa affatto chiudersi alle nuove tecnologie. Gli ultimi quattro look dello show, infatti, sono il frutto della collaborazione con il designer giapponese Kunihiko Morinaga, fondatore nel 2003 del brand Anrealage. Si tratta di look in total white che esposti alla luce del sole, rivelano delle grafiche altrimenti nascoste. «Considero Morinaga uno scienziato della moda, ma anche un poeta perché trovo molto affascinante l’idea che un elemento naturale come il sole possa influenzare non solo il nostro umore ma anche ciò che portiamo addosso. Quando sei un un ambiente chiuso i tuoi abiti sono in un modo, ma uscendo all’aria aperta reagiscono e si trasformano, proprio come le persone».

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