La collezione di Dsquared2 trova i suoi spunti creativi nell’archivio del marchio, giocando su alcune delle silhouettes più celebri ed iconiche, che ricordano l’amato Canada e i costumi di scena creati per “Don’t Tell Me” di Madonna nel 2001 : splendidi montgomery si susseguono ai montoni rovesciati, i poncho checked fanno da contraltare a pantaloni in pelle e a minigonne estreme che non temono certo il freddo, in un gioco continuo e scanzonato di volumi e sovrapposizioni. Il denim, da sempre cuore pulsante del DNA di Dsquared2, rivive sulla passerella secondo molteplici declinazioni e innumerevoli lavaggi, sexy e “kinky” nella versione a vita bassa con doppia sovrapposizione che stuzzicano l’attenzione dei più maliziosi con la (finta) abbottonatura slacciata.
Di sicuro impatto visivo anche i camperos dalla punta squadrata, che in forza dei loro 10 cm di tacco, allungano le silhouettes maschili conferendo quel tocco di femminile e narcisistica vanità.
Lo slogan “Love is….”, ripreso dai celebri lavori della fumettista Kim Casali e mai come oggi attuale in questi tempi incerti, fa capolino sulle tshirt e sui caldi maglioni jacquard, conferendo al tutto quel tocco di innocente dolcezza. Sullo sfondo, intanto, l’imponente maxischermo sfoglia incessantemente l’album dei ricordi, proiettando le sfilate più iconiche, i party più divertenti, ma anche i momenti più intimi e salienti di una carriera sfolgorante, che le note delle Sister Sledge, uscite in passerella a raccogliere i meritati applausi con Dean e Dan, contribuiscono a rendere già uno degli eventi più chiacchierati di questa fashion week.

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