Un’immagine tratta dal film Wunderkammer – Le stanze della meraviglia, al cinema il 4, 5 e 6 marzo

Nello strabiliante universo delle wunderkammer decorato da sirene e basilischi, coralli e coccodrilli, teschi, chimere e stelle marine, fascino e mistero irretiscono lo sguardo, impagliandolo in una contemplazione estatica dinnanzi all’affastellarsi di oggetti e creature a colmare uno straniante horror vacui.

E se è vero, come scriveva Tacito, che “Tutto ciò che è ignoto si immagina pieno di meraviglie”, ecco spiegato il motivo della caccia all’ultimo oggetto esotico, archeologico, naturale, specie il più lontano, giunto in Europa, soprattutto dopo la scoperta dell’America, attraverso viaggi e impensabili rotte commerciali.
Questo universo di stupore e meraviglia – creato a partire dal XVI secolo dai collezionistiper custodire oggetti particolari, frutto di ritrovamenti antichi o curiosità reperite in natura – è al centro del film Wunderkammer – La stanza delle meraviglie. Il documentario prodotto da Magnitudo Film per la regia di Francesco Invernizzi, al cinema il 4, 5 e 6 marzo, concede al pubblico un viaggio esclusivo nelle stanze segrete dove da centinaia di anni sono collezionate curiosità di ogni tipo.
E così, grazie a questa produzione cinematografica molto ben costruita, anche il profano ha per la prima volta accesso a luoghi straordinari, per la maggior parte frutto di collezioni private, solitamente inaccessibili al pubblico. Ci sono quelle di ieri, nate con l’espansione dei primi imperi coloniali, tra gli studioli rinascimentali e i grandi palazzi imperiali europei che hanno poi dato origine, con l’avvento dell’Illuminismo, ai più conosciuti musei moderni. E ci sono le collezioni di oggi, esposte in ville e castelli di grande magnificenza.

Parole e volti degli “esperti della meraviglia” – professori universitari, curatori di musei, storici dell’arte, ma anche collezionisti e galleristi – trascinano il pubblico in un avvincente viaggio tra Europa, Italia, Francia e Inghilterra. Il fil rouge che unisce i collezionisti e gli appassionati dai Cabinets de Curiosités, come i francesi chiamano le Wunderkammer, è sempre lo stesso: il desiderio di conoscenza, la curiosità quasi fanciulla verso i mondi lontani, il fascino esercitato dal mostruoso e dal macabro, lo stupore di fronte al meraviglioso.
E così dalle Wunderkammer di Ferdinando II d’Asburgo nel Castello di Ambras a Innsbruck e Rodolfo II di Praga, a quelle di oggi come la casa fiorentina del fotografo d’arte Massimo Listri, il Theatrum Mundi di Luca Cableri ad Arezzo, il negozio di Victor Wynd a Londra e, ancora, il Castello in Champ de Bataille di Jacques Garcia, il film introduce a mondi diversi, ciascuno riflesso della personalità del proprio collezionista.
Teatralità e stravaganza barocca si intrecciano in questo percorso in cui le parole cedono il posto alle immagini, gli oggetti si gustano in tutta la loro magia e dove anche le musiche di Diego Ronzio giocano un aspetto importante.

Da Ulisse Aldrovandi e Gian Giacomo Poldi Pezzoli a Manfredo Settala – eclettico collezionista milanese che nel corso del XVII secolo riuscì a riunire una ricca raccolta dinaturaliaartificialiamirabilia provenienti da luoghi all’epoca quasi inaccessibili e oggi distributa tra il MUDEC, la Pinacoteca Ambrosiana e il Castello Sforzesco – l’elenco delle personalità è ampio. E se oggi nell’inseguire la meraviglia c’è persino chi arriva a desiderare l’impossibile, come un pezzetto di luna da rinchiudere nel cassetto delle rarità, gli artisti contemporanei guardano agli oggetti e al gusto dell’allestimento della Wunderkammer come matrice per le proprie opere.
Come è accaduto al Castello d’Oiron, dove Jean-Hubert Martin ha dato vita, all’inizio degli anni Novanta, a una collezione di arte contemporanea con opere di artisti che parlavano della realtà del mondo.

Tra Nautilus, denti di narvalo – che si credevano in origine il famoso segno distintivo dell’unicorno – mummie di Ibis, fossili e meteoriti, orologi meccanici pensati per stupire gli ospiti, l’automa con testa di diavolo della collezione Settala, con la sua lingua rossa, la bocca semiaperta e lo sguardo terribile, è forse quello che più colpisce in questa giostra delle meraviglie dal movimento perenne, alimentato dalla curiosità e dal fascino.

Collezionisti si nasce o si diventa? Quanto costa venire in possesso di un T-Rex e che cos’è a stabilire il prezzo di un oggetto? Il film cerca di rispondere ad alcune frequenti domande, nel tentativo di definire la meraviglia, una sensazione che oscilla tra privilegio e bellezza, alterazione del tempo e carattere onniscente dell’opera d’arte.

Wunderkammer – Le Stanze della Meraviglia, al cinema il 4, 5 e 6 marzo, si inserisce nella stagione “L’arte al cinema” distribuita al cinema da MAGNITUDO con CHILI. I prossimi appuntamenti saranno con Canova (nelle sale il 18, 19 e 20 marzo) e Palladio (20, 21 e 22 maggio).