Pablo Picasso, Famiglia di Arlecchino con scimmia, 1905, 75 x 104 cm, Göteborg, Konstmuseum © Succession Picasso / 2018, ProLitteris, Zurich. Foto : © Göteborg Konstmuseum
Mondo – Era stata annunciata come “la mostra dell’anno”, l’evento culturale di punta del 2019, il più ambizioso (e anche costoso) mai organizzato dalla Fondation Beyeler. E dopo tanta attesa ha aperto i battenti a Basilea – dove si potrà visitare fino al prossimo 26 maggio – la mostra Il giovane Picasso – Periodo blu e rosa, un percorso dal taglio cronologico che racchiude prestiti eccezionali, 75 capolavori tra dipinti e sculture, solo raramente concessi in prestito e provenienti dai maggiori musei d’Europa, USA, Canada, Russia, Cina e Giappone.

E d’altra parte non poteva che essere la cittadina sul Reno con la più alta densità di musei – scesa in piazza nel 1967 dietro lo slogan All you need is Pablo per mantenere due quadri di Picasso al Kunstmuseum Basel – ad accogliere l’importante appuntamento con il genio di Malaga.
Quattro anni di preparazione, un valore assicurativo dei tesori d’arte del periodo blu e rosa di circa 4 miliardi di franchi svizzeri, 41 prestatori dei quali 28 musei di 13 paesi. Sono i numeri importanti della mostra che vedrà a Basilea pezzi illustri in arrivo, tra gli altri, dal Musée national Picasso di Parigi, dal Metropolitan Museum of Art di New York, dalla Tate di Londra, dalla National Gallery di Washington, ma anche dal Musée de l’Orangerie di Parigi e dalla Art Gallery of Ontario di Toronto.

Il percorso è interamente incentrato sul periodo blu e rosa, un arco di tempo di sei anni di attività artistica, dal 1901 al 1906, considerati cruciali per la sua produzione. Non manca tuttavia un accenno alla nascita del cubismo, intorno al 1907, e alla collezione propria della Fondation Beyeler, la cui opera picassiana più precoce è un significativo studio preparatorio alle Demoiselles d’Avignon, risalente proprio al 1907.

Prima di conferire dignità artistica alle speranze di circensi e saltimbanchi, acrobati e arlecchini, una volta stabilitosi a Parigi nel 1905, Picasso, nella fase dominata dal periodo blu, indaga la miseria e gli abissi emotivi dei reietti della società che, pur nella disperazione, emanano un’aura di dignità e grandezza. I canoni corporei, classici ed arcaici che convergono tra i dipinti e le sculture realizzate nel 1906 nel villaggio di Gósol, nei Pirenei spagnoli, cedono il posto a un progressivo scomporsi della figura, visibile specialmente nelle raffigurazioni «primitivistiche», soprattutto di nudi femminili, eseguite dopo il ritorno a Parigi, per sfociare definitivamente nel linguaggio cubista.

Nei lavori del periodo blu e rosa, realizzati in Spagna e in Francia, temi quali la vita, l’amore, il destino, la sessualità, la morte si incarnano ora in giovani donne e uomini di delicata bellezza, ora in fanciulli o in vecchi segnati dal tempo, dalla gioia, da una melanconica solitudine incorniciata da atmosfere influenzate dal simbolismo e dalla singolare pittura manierista di El Greco.

Il 1901, anno che apre la mostra, è invece caratterizzato dai colori vivacissimi che risentono dell’influsso di Van Gogh e di Toulouse-Lautrec, mentre il definitivo trasferimento a Parigi nel 1904 e la sistemazione nella casa-studio Bateau-Lavoir segnano una nuova tappa nella vita privata e lavorativa dell’artista che trova in Fernande Olivier la prima donna che sarà per anni sua musa e compagna di vita.

Quella alla Fondation Beyeler è la prima mostra in Svizzera interamente incentrata sul periodo blu e su quello rosa, integrando le due retrospettive che il Kunstmuseum di Berna dedicò nel 1984 al primo Picasso e al periodo blu e poi, nel 1992, a quello rosa.

Chissà cosa direbbero oggi i lungimiranti fondatori del museo di Riehen, Ernst e Hildy Beyeler, che avevano riconosciuto nel pittore un modello di riferimento artistico al punto che la Galerie Beyeler ospitò ben undici personali di Picasso oltre a fungere da mediatrice per oltre sue mille opere. Nel corso della collaborazione nacque anche un legame d’amicizia tra l’artista e i coniugi amanti dell’arte. Sono ben 33 i lavori di Picasso entrati nella Collezione Beyeler, sebbene colpisca il fatto che siano assenti esemplari risalenti al periodo blu e rosa e che la coppia si sia concentrata sulla produzione del maestro a partire dal 1907.
E adesso grazie a questa poderosa mostra il fruttuoso sodalizio verrà rinnovato.

È possibile acquistare i biglietti dell’esposizione direttamente sul sito della Fondation Beyeler www.fondationbeyeler.ch