Andy Warhol, Hélène Rochas, 1975, Collezione Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte, Deposito a lungo termine al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli,Torino
Torino – Nella sua posa ammaliante Madame Rochas ammicca allo spettatore con il suo volto senza età. Il passaggio dalla foto alla serigrafia ha annullato ogni valore chiaroscurale, mentre il rapporto figura-sfondo cede la propria definizione giocando con l’ambigua compenetrazione tra piani.
È la prima volta che quest’opera di Andy Warhol appartenente ai cosiddetti Celebrity Portraits, che segnano il ritorno dell’artista alla pittura dopo anni di sperimentazioni filmiche, approda al Castello di Rivoli, dopo essere uscita dalla collezione di Villa Cerruti.
Dal 22 gennaio al 22 aprile il ritratto dedicato a Hélène Rochas – uno dei quattro realizzati nel 1975 per l’ex modella francese e già direttrice dell’omonima azienda di profumeria – sarà al Castello di Rivoli assieme al dipinto The Poet and His Muse, parte del ciclo dedicato a Giorgio de Chirico.
L’occasione di questa trasferta che riguarda due opere realizzate dal genio della Pop Art nella maturità, è la mostra Andy Warhol. Due capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti a cura di Fabio Belloni.

Hélène Rochas nasce dopo una sessione di ritratti con la Polaroid. Scelto lo scatto, Warhol incarica i propri assistenti di serigrafarlo su una tela già dipinta con ampie pennellate di colore acrilico, con il verde dominante.
Realizzato nel 1982, The Poet and His Muse appartiene invece al ciclo dedicato a Giorgio de Chirico e moltiplica quattro volte sulla stessa tela un suo lavoro del 1959 con manichini paludati all’antica. Vuole essere probabilmente un omaggio al maestro della metafisica che Warhol ammirava e che aveva anche incontrato in più occasioni durante i suoi soggiorni a Roma e a Venezia.
In de Chirico riconosceva un precursore. “De Chirico – diceva – ha ripetuto le stesse immagini per tutta la vita. Credo che l’abbia fatto non soltanto perché i collezionisti e i mercanti d’arte glielo chiedevano, ma perché gli andava di farlo e considerava la ripetizione un mezzo per esprimersi. Probabilmente è questo che abbiamo in comune. La differenza? Quello che lui ripeteva regolarmente anno dopo anno, io lo ripeto nello stesso giorno nello stesso dipinto”.

La collezione Cerruti è il frutto della vita discreta e riservata del “ragioniere”, come Francesco Federico veniva chiamato, patron dell’azienda familiare, la Legatoria Industriale Torinese, che presto raggiunse i massimi livelli di produzione.
È stato il grande amore per la bellezza a indurlo a dar vita a una delle collezioni d’arte tra le più importanti d’Europa.