Arriva il padrone di casa, l’artista Maurizio Cattelan in completo rosa (“il colore dell’anno” – e se lo dice lui), e tra una Missoni e una Armani spunta anche Maria Elena Boschi in total black e con lei anche il sexy-attore Giulio Berruti che la segue ovunque. A Milano c’è sempre qualcosa di diverso nelle feste “top” (come si dice da queste parti), un divertimento nell’aria che non eccede mai e che però, quando lo fa, non diventa mai esageratamente pittoresco e kitsch come può esserlo invece nella Capitale dove, anche la serata più mondana – per una battuta di troppo, un’acconciatura o una mise di una signora e un modo di fare tipico di una certa romanità – viene ad un certo punto trasformata in un gran carrozzone colmo di aho daje, all’insegna del volemose bbbene. A Milano, persino una serata, come quella di ieri, dal nome “Confusion Party”, organizzata da Toilet Paper (la rivista irriverente creata da Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari) e da Yoox, ha avuto un che di speciale, e lo ha dimostrato.

Location esclusiva, gli scenografici spazi del Salone d’Onore della Triennale, dimora d’eccellenza del design italiano dove proprio in questi giorni del 58esimo Salone del Mobile è stato inaugurato il Museo permanente del design, “pura esaltazione della creatività e dell’ingegno italiani che hanno reso il nostro Paese grande nel mondo”, citando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Una serata senza tema ma con tanti look, mood e personaggi vari che ha dato origine a una inaspettata e ironica confusione di stili e riferimenti, anche perché, tutti gli ospiti hanno ricevuto inviti con indicazioni di dress code dei più diversi, dal Wedding Crasher al Wanna Be Influencer, da Cat Lovers, a Midnight Cowboy, Sunset Boulevard e Lega Nerd. Percorso obbligato, la mostra, poi l’accoglienza in grande stile con un annunciatore in abiti d’epoca con salita della scalinata al suono di trombe, cibo mix tra milanese (cotolette e vino rosso) e sud Tirol (wurstel e birra), performance di ogni genere e percussioni, camerieri in pattini, musica fino a tarda notte con il mitico Sergio Tavelli del Plastic, locale-simbolo della Milano notturna che sa divertirsi con stile.

Una confusione vera – e questo è stato anche il suo bello – anche tra gli ospiti, tanti, tantissimi e dei più diversi. Maurizio Cattelan ha riso e scherzato a suon di selfie con Geppi Cucciari e Victoria Cabello – entrambe presto in tv nei loro nuovi programmi – mentre arrivavano, secondo un mix-match davvero curioso, Umberta Gnutti Beretta con il titolo di “MisScappa” e un vera tavoletta wc come”trofeo” (ma su di lei è stato come vederle indossare un cappello di Borsalino), Renato Pozzetto, Paola Barale con Luca Tommassini, lo chef Davide Oldani e Melissa Satta, Barbara Berlusconi con Angela Missoni e Roberta Armani, lo stilista Massimo Giorgetti di MSGM con Syria e il marito di lei, il produttore/dj Pierpaolo Peroni, il designer Fabio Novembre, Barnaba Fornasetti e Stefano Seletti, l’altro padrone di casa, Federico Marchetti, presidente e ad di Yoox, e Simone Marchetti, neo direttore di Vanity Fair (ma non c’è parentela), Beatrice e Gaia Trussardi, Tea Falco e il mago delle pr, organizzatore dell’evento, Paride Vitale, “sobrissimo” nel suo look tirolese per metà, per l’altra alla David Bowie.

FANTASIA
Maria Elena Boschi con gli amici

Ad un certo punto, con un gruppo di amici, è arrivata anche Maria Elena Boschi, ex ministro ora deputata Pd, più rilassata che mai (“sono tornata a fare l’avvocato”, ci dice) e in splendida forma. Con lei Giulio Berruti che non le si è staccato mai di dosso, dal bar alla pista da ballo. Sarebbero (sono?) una bella coppia, non c’è che dire, così la smettiamo di parlare di Salvini e di Di Maio, almeno per le questioni di cuore. “Ma che politica è questa? Qual è la differenza tra sinistra e destra?”, canta Ghali, presente alla serata, in “Cara Italia”, uno dei suoi pezzi più conosciuti: “Cambiano i ministri, ma non la minestra, Il cesso è qui a sinistra, il bagno è in fondo a destra”. Poi, però, a fine serata, ognuno è andato “dritto per la sua strada”, come suggerisce il rapper dai capelli rasta: “Meglio di niente, mas que nada, vabbè”.

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