Gruppo Paglicci, realtà aretina fondata da Giancarlo e Mario Paglicci nel 1966, attiva attraverso diverse società nella produzione di gioielli, bijoux e accessori metallici per il fashion, ha sviluppato una modalità di produzione in grado di trasformare e riciclare i metalli contenuti nei rifiuti elettronici, al fine di riutilizzarli, in ottica circolare, per la produzione di preziosi.

Creazioni di Gimet

Attraverso una delle società del gruppo, Sim Green, specializzata nel ritiro, nello smaltimento e nel trattamento finale dei rifiuti e dei materiali elettro-elettronici (i cosiddetti R.A.E.E.), Gruppo Pagliacci si è infatti pienamente introdotto nelle dinamiche della green economy e dell’economia circolare, come ha spiegato Alessandra Paglicci, Export Manager di Gimer S.p.A., società madre del gruppo.

“Sim Green ritira vecchi apparati elettronici di ogni genere, provenienti dalla Pubblica Amministrazione, da grandi imprese private, da attività commerciali o da centri di raccolta. Tali apparati vengono poi smontati per recuperare i metalli che che si trovano al loro interno, come oro, argento, platino, rame, ferro e ottone”, ha raccontato Alessandra Paglicci. “A quel punto, i materiali così recuperati vengono immessi nel ciclo produttivo delle nostre società. Ciò consente di ridurre la produzione di rifiuti e quindi la quantità di materiale di scarto con un impatto nocivo sull’ambiente”.

Ma Gruppo Paglicci non si ferma qui: anche durante le varie fasi di lavorazione e creazione dei gioielli vengono prodotti scarti di lavorazione, che, dopo essere stati raffinati, vengono a loro volta reinseriti nel ciclo produttivo, riducendo così al minimo gli scarti e i rifiuti e perfezionando il modello di economia circolare perseguito dall’azienda. “Siamo un gruppo di aziende in continua evoluzione, che privilegia un tipo di economia autorigenerante, poco impattante sull’ambiente e finalizzata alla salvaguardia delle risorse naturali”, prosegue Alessandra Paglicci. “Riteniamo sia un nuovo modo di fare economia e di immaginare prodotti e processi di produzione virtuosi e ad alto valore sociale e territoriale”. 

Gruppo Paglicci ha iniziato la propria attività con la produzione di preziosi, specializzandosi inizialmente in gioielli in oro con il nome Gi.Or, per poi coprire nel tempo tutta la gamma produttiva del settore di metalli di qualità, oltre all’oro anche argento, acciaio e ottone, attraverso le altre società del gruppo: Gimet, fondata nel 1985, Top Star, Gimet Brass, Gimar e Gidue.

Gimet è leader nel settore della produzione di catene e di gioielli fashion in argento; Gidue è specializzata in gioielli in argento e bigiotteria in ottone, ed opera per grossi brand italiani e stranieri sia della gioielleria che della moda. Top Star e Gimar sono specializzate nella creazione, produzione ed esportazione in tutto il mondo di gioielli in oro. Gimet Brass, invece, produce tutte le catene in ottone utilizzate trasversalmente nel mondo moda, dalla borsa alla calzatura all’abbigliamento, servendo grandi griffe italiane e internazionali.

Oggi il gruppo opera in tutto il mondo (Europa, Asia, Emirati Arabi, Russia, USA, America Latina, Sud Africa, Canada e Australia), ed esporta il 90% della propria produzione. Tutte le aziende del gruppo registrano tassi di crescita anno su anno.

“L’internazionalizzazione è sempre stato uno dei nostri principali obiettivi, così come la diffusione nel made in Italy nel mondo”, ha concluso Alessandra Paglicci. “Riteniamo infatti che il successo del nostro gruppo sia da attribuire prevalentemente alla capacità di proporre collezioni interamente realizzate in Italia, che uniscono creatività e professionalità e sono frutto delle sinergie tra l’esperienza dei nostri padri, che hanno fondato l’azienda, e le idee innovative di noi figli”.