Brasilia, 1 gennaio 2019 – Jair Bolsonaro si è insediato oggi come presidente del Brasile, insieme al suo vice, il generale Hamilton Mourao. Lo ha proclamato il presidente del Senato, Euncio Oliveira, durante la cerimonia solenne nella sede del potere legislativo a Brasilia. Tra i primi a congratularsi, Matteo Salvini –  che su Facebook scrive: “Buon lavoro Presidente Bolsonaro!” – e Donald Trump, che si è complimentato per il discorso e ha assicurato: “Gli Usa sono con te!£

SULLA ROLLS TRA LE OVAZIONI – Un’entrata in scena molto coreografica, per il leader della destra populista brasiliana che sarà presidente del gigante sudamericano per i prossimi quattro anni: lungo il tragitto dalla Cattedrale al Congresso si è presentato in piedi su una Rolls Royce decappottabile “Silver Wraith” Roadster a fianco della bellissima moglie Michelle e per tutto il tratto è stato acclamato da decine di migliaia di sostenitori. Attorno al corteo presidenziale, le guardie del corpo e i soldati a cavallo del reggimento Dragones de la Independencia, la guardia d’onore del presidente.

IL DISCORSO – “Uniremo il popolo, valorizzeremo la famiglia e le nostre tradizioni giudaico-cristiane, rispetteremo le religioni, combatteremo l’ideologia di genere. Il Brasile tornerà a essere un Paese libero dalle catene ideologiche“, ha detto Bolsonaro, aggiungendo: “Prometto di impegnarmi a costruire una società senza discriminazioni o divisioni”.

Il 38esimo presidente del Brasile ha fatto appello ai parlamentari perché lo aiutino a “liberare definitivamente” il Brasile “da criminalità, corruzione, irresponsabilità economica e giogo ideologico”.
Bolsonaro ha aggiunto che è necessario rompere “con pratiche nefaste”, mentre “siamo nella più grave crisi etica e morale della storia”, e ha promesso di lavorare “instancabilmente” perché il suo Paese diventi una grande nazione. Ha chiuso il suo discorso con lo slogan della campagna elettorale: “Il Brasile prima di tutto, Dio prima di tutto”.

Infine Bolsonaro ha affermato che la sua investitura “segna il giorno in cui il Brasile inizia a liberarsi dal socialismo e dal politicamente corretto”. “Mi presento a tutti voi in questo giorno in cui il popolo ha iniziato a liberarsi dal socialismo, a liberarsi dall’inversione dei valori, dal gigantismo dello stato e dal politicamente corretto”, ha detto.

LA PRIMIERA DAMA E I NON UDENTI – Michelle Bolsonaro, si è rivolta ai brasiliani non udenti utilizzando la lingua dei segni, nel suo primo discorso durante il quale ha promesso attenzione alle persone con disabilità. “Le elezioni hanno dato voce a coloro che non sono stati ascoltati e le urne si sono espresse con chiarezza: il cittadino brasiliano vuole sicurezza, pace e prosperità”, ha detto assicurando il suo impegno a promuovere l’inclusione durante il governo di suo marito.

UN GOVERNO DI GENERALI – Ex capitano dell’esercito, il nuovo presidente si appresta a guidare il Paese alla testa di un governo dove siedono molti generali, un noto giudice anticorruzione, soltanto due donne e nessun afro-brasiliano.
Tra le novità, l’abolizione del ministero del Lavoro (le cui competenze ripartite fra altri dicasteri). Un governo snello, che conterà 22 persone, fra cui sette militari, otto tecnocrati e sette politici. Fra i militari spicca il vice presidente Hamilton Mourao, ex generale, che ha studiato nella stessa accademia militare di Agulha Negras dove si è formato l’ex capitano Bolsonaro.
Fra i personaggi più noti del governo vi è Sergio Moro, il giudice anticorruzione che diventerà ministro della Giustizia e dell’Interno. Protagonista dell’indagine Lava Jato, che ha scoperchiato una rete di corruzione che attraversava i principali partiti politici, Moro è stato anche il giudice che ha condannato in prima istanza l’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula.

LA RESISTENZA DI LULA – Il 2019 sarà un anno di “lotta e resistenza”, ha annunciato dal canto suo l’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, in un messaggio diffuso dalla sua cella di Curitiba. “Possono catturare una persona, come hanno fatto con me, ma non potranno imprigionare le nostre idee e ancora meno potranno impedire che il futuro diventi realtà”, ha scritto Lula, che sconta una condanna a 12 anni per corruzione e riciclaggio. “Non abbasseremo la testa, né lasceremo che sciupino la nostra gioia di vivere e di combattere per giungere a tempi migliori – ha aggiunto Lula – abbiamo sempre avuto il coraggio della lotta, e il coraggio per ricominciare, prima di concludere citando le parole di una canzone di Chico Buarque: “Domani sarà un altro giorno”.