Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro, Firenze | Sandro Botticelli, Compianto sul Cristo morto, 1501-1505 circa, tempera grassa su tavola, 71 x 106 cm, Milano, Museo Poldi Pezzoli 

Napoli – Il corpo del Cristo morto in primo piano, la Vergine sopraffatta dal dolore, Maria Maddalena, avvolta in un panno rosso e con gli occhi chiusi, a cingere con trasporto i piedi piagati del Salvatore mentre una seconda donna sorregge fra le mani la testa di Gesù. Al sommo della composizione, Giuseppe d’Arimatea mostra al cielo i simboli della Passione, costituiti dalla corona di spine e dai tre chiodi tolti dalla croce e dal corpo di Cristo.
Databile ai primi anni del Cinquecento, il Compianto sul Cristo mortofra i maggiori esempi della produzione matura di Sandro Botticelli, sarà esposto fino al prossimo 29 settembre alle Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli.
Il capolavoro – che si identifica con il dipinto descritto nel 1568 da Giorgio Vasari su un altare nella chiesa fiorentina di Santa Maria Maggiore – fu acquistato il 12 marzo 1879 dal nobile collezionista Gian Giacomo Poldi Pezzoli, e proprio dalla casa museo milanese giunge a Napoli in occasione dell’esposizione a cura di Alessandro Cecchi.

L’arrivo dell’opera di Botticelli da Milano inaugura la nona edizione della rassegna L’Ospite illustre che propone, nelle sedi espositive di Intesa Sanpaolo – le Gallerie d’Italia e il 36° piano del grattacielo di Torino – un prestito temporaneo da prestigiosi musei italiani e stranieri.
L’opera del grande maestro del Rinascimento, che riproduce con straordinaria partecipazione emotiva il momento in cui Gesù, dopo essere stato staccato dalla croce sul Golgota, è in procinto di essere deposto nel sepolcro, dialogherà con un capolavoro di analogo tema realizzato negli stessi anni e conservato al Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, a testimonianza degli stretti rapporti intercorsi tra Firenze e Napoli tra XV e XVI secolo. Si tratta del Trasporto di Cristo al sepolcro di Pedro Fernández, che, pur partendo da premesse figurative diverse, recupera nel ritmo agitato delle forme e nella carica patetica dei caratteri l’intensità riprodotta del maestro fiorentino.
La tavola costituisce lo scomparto centrale della predella del grande polittico a due ordini custodito, fino alla metà del Settecento, sull’altare maggiore di Santa Maria delle Grazie a Caponapoli. Quando il polittico fu smembrato in seguito alle soppressioni napoleoniche, la tavola pervenne nel 1811 presso la quadreria borbonica per approdare definitivamente al Museo di Capodimonte.

“La nona edizione della rassegna – ha spiegato Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo – consolida così la sinergia di Intesa Sanpaolo con due importanti istituzioni museali nazionali e conferma come l’Ospite illustre sia l’occasione per ammirare opere di eccezionale bellezza e per approfondire lo studio e la conoscenza dell’arte italiana, in piena sintonia con la visione del Progetto Cultura della nostra Banca”.