TRANSART 2019, Phile Deprez, All the Good. Courtesy TRANSART
Bolzano – La natura mozzafiato delle Dolomiti e le architetture industriali dell’Alto Adige come un unico, grande teatro: quello di TRANSART 2019, il festival di arti digitali e cultura contemporanea che si interroga sul presente e sul futuro inseguendo in mille rivoli i linguaggi delle nuove tecnologie.
Per quasi venti giorni, dall’11 al 28 settembre, interessanti realtà del panorama internazionale si incontreranno in provincia di Bolzano sulla vetta del Sassolungo o nei boschi del Latemar, così come tra gru, capannoni d’acciaio e officine ferroviarie.
Arti visive, performance, musica elettronica e d’avanguardia, teatro sperimentale sono le declinazioni di un unico viaggio alla scoperta delle incognite, delle ossessioni, delle modalità espressive e delle opportunità impreviste del nostro tempo. A sorprendere il pubblico saranno imprese titaniche e progetti estremi, ma anche immersioni in mondi microscopici che rimandano alla vita più profonda della natura. Il tutto grazie una riuscita sinergia pubblico-privato in cui vivaci realtà produttive locali, oltre a finanziare gli eventi del festival, trasformano le proprie sedi in set dal fascino straniante.Diverse le prime italiane e internazionali. Attesissimo il debutto assoluto di Hotel Paradiso, la performance concepita dall’artista e compositore Benedict Mason per l’anfiteatro naturale di Mittelsee nei pressi del Lago di Carezza, dove gli uragani del 2018 hanno spazzato via ettari di bosco. Su questo eccezionale palcoscenico Mason porterà una mastodontica “partitura per paesaggio naturale” ideata per scandagliarne le potenzialità spaziali e sonore con l’apporto di oltre 150 musicisti (in programma il 21 settembre). Ancora in prima mondiale Wind Pressure Concert, musica e proiezioni per i 100 anni del Bauhaus in una performance costruita intorno… all’aria da Silvia Hell ed Enrico Pompili con la macchina per spettacoli con luce colorata dell’artista Ludwig Hirschfeld-Mack (23-27 settembre, Museion, Bolzano).

In prima italiana, invece, Polar Force di Eugene Ughetti accoglierà il pubblico all’interno di un’installazione gonfiabile simile a un igloo per un’esperienza a metà tra una singolare ricerca scientifica e una pericolosa spedizione polare, accompagnata da elettronica, suoni multiformi raccolti tra i ghiacci e rumori generati da strumenti per manipolare l’aria pressurizzata (12 settembre al NOI Tech-park di Bolzano).
Inedito in Italia è anche l’appuntamento di Transart Digital Park in collaborazione con Mutek, il noto festival canadese di arti digitali e musica elettronica. Per l’occasione l’Ex-Masten di Bolzano si trasformerà in un padiglione interamente dedicato alle arti digitali in arrivo da Montréal, che nel gran finale accoglierà anche le vibrazioni della serata Advanced Clubbing con artisti come Surgeon, Rrose ed Edna King.

Suoni e visioni d’arte si incontreranno ancora alla Fondazione Dalle Nogare, museo privato scavato nella roccia. Qui le opere di arte contemporanea della collezione e le new entry di Slobodan Kajut e Davide Gagliardi saranno parte di un concerto-installazione basato sulla musica inaudita di John Cage e Julius Eastman (13 settembre, Bolzano).
E se al Museion la compagnia di teatro sperimentale Entroered Goed coinvolgerà gli spettatori in un’eccitante performance intorno al gioco d’azzardo invitandoli a mettersi nei panni di ricconi senza volto (19 settembre, Bolzano), tra le gru dell’azienda Niederstatter, in Val d’Isarco, andrà in scena il circo contemporaneo – ed estremo – degli australiani Circa nello spettacolo Humans, diretto dal genio creativo di Yaron Lifschiz (28 settembre).

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