Sul set di Botero – una ricerca senza fine. Courtesy Feltrinelli Real Cinema

Sculture giganti e forme naif, donne, pagliacci e monsignori dalle forme rotonde che grandeggiano nell’universo colorato di Fernando Botero – riscoprendo attraverso la forma la loro bellezza sensuale – arrivano al cinema, protagonisti di un viaggio profondo, che ripercorre la vita e la carriera di uno degli artisti viventi più apprezzati al mondo.
Botero – una ricerca senza fine è il titolo del documentario che arriva oggi nelle sale con Feltrinelli Real Cinema e Wanted Cinema.

Diretto dal regista canadese Don Millar – che conduce un’indagine sui temi e i traumi ricorrenti nell’opera di un creativo instancabile, seppure controverso per la sua popolarità e accessibilità – il documentario è il ritratto profondo di un pittore monumentale, innamorato dell’Italia, di Piero della Francesca e della pittura del Rinascimento.

A scandire il viaggio dello spettatore alla scoperta dello scultore di Medellin, classe 1932, vissuto a Firenze, New York, Parigi, saranno dieci città tra Cina, Europa, New York e Colombia, nelle quali il film è stato girato e realizzato grazie ai preziosi e inediti contributi video e fotografici forniti dalla stessa famiglia Botero.
È stata soprattutto la vicinanza dell’artista e dei figli, oltre al contributo di curatori, storici e accademici che nel tempo si sono occupati del maestro, a permettere al regista di realizzare un lavoro senza precedenti.
Di come Botero si sia avvicinato all’arte da autodidatta e dei principi che animano il suo fare artistico, si sa molto poco. L’iniverso colorato del pittore si schiude al pubblico attraverso un dialogo continuo tra l’artista – che di recente ha donato la sua collezione alla città di Bogotà, nel Museo che porta il suo nome e nel Museo de Antioquia – e i suoi tre figli, Lina, Fernando e Juan-Carlos.
Un’occasione preziosa per addentrarsi nella vita, tra i pennelli, i luoghi e i personaggi di un monumentale genio vivente.

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